Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Neuroscienze

In che modo l’esercizio fisico favorisce neuroplasticità, memoria e apprendimento?

L’esercizio fisico interviene sulla funzione cerebrale attraverso più meccanismi contemporaneamente. Uno dei più rilevanti è l’aumento di fattori neurotrofici, tra cui il BDNF, che partecipano alla sopravvivenza dei neuroni, alla plasticità sinaptica e ai processi di apprendimento. L’attività motoria è inoltre associata alla neurogenesi nell’ippocampo, area centrale per memoria e apprendimento, e modifica il rilascio di neurotrasmettitori coinvolti in attenzione, motivazione e tono dell’umore.

Gli effetti non dipendono soltanto da ciò che accade direttamente nei neuroni. L’esercizio migliora la funzione cardiovascolare, il metabolismo del glucosio e altri fattori che condizionano la salute cerebrale; può quindi agire sia in modo diretto sia attraverso la riduzione di elementi di rischio. Alcune modificazioni compaiono già dopo una singola sessione, mentre la pratica regolare consolida adattamenti più stabili. Non esiste però una sola molecola responsabile dei benefici cognitivi. Circolazione, metabolismo, neurotrasmettitori, fattori neurotrofici e stimolazione motoria concorrono insieme, spiegando perché il movimento rappresenti uno stimolo particolarmente ricco per il sistema nervoso.

Durante e dopo l’esercizio si modificano numerosi segnali che interessano il sistema nervoso. Aumenta il flusso sanguigno cerebrale, cambiano neurotrasmettitori e fattori di crescita e viene favorita la produzione di molecole come il BDNF, coinvolto nella sopravvivenza neuronale e nella plasticità sinaptica. Questi effetti possono sostenere i processi attraverso i quali nuove informazioni vengono consolidate e le reti nervose si adattano all’esperienza.

L’attività fisica agisce anche indirettamente. Migliorare sensibilità insulinica, salute cardiovascolare e controllo dell’infiammazione significa creare condizioni sistemiche più favorevoli al cervello. Il movimento può inoltre ridurre lo stress percepito e migliorare il sonno, due fattori strettamente collegati a memoria e apprendimento. L’effetto complessivo nasce quindi dalla somma di risposte acute alla singola seduta e adattamenti cronici derivanti dalla pratica regolare.

Non va trascurata la componente cognitiva del movimento. Attività che richiedono coordinazione, decisione, equilibrio e apprendimento di schemi motori nuovi stimolano il sistema nervoso in modo diverso rispetto a gesti estremamente ripetitivi. Questo spiega perché la qualità e la varietà dello stimolo possano avere importanza oltre alla semplice spesa energetica. L’esercizio non “allena il cervello” in modo separato dal corpo: è proprio l’integrazione tra richiesta motoria, metabolismo e attività cognitiva a rendere il movimento uno stimolo così ampio per la neuroplasticità.

Copertina di Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

Fonte di approfondimento

Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

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