Neuroscienze
Che cos’è la neuroplasticità?
La neuroplasticità è la capacità del sistema nervoso di modificare la propria struttura e il proprio funzionamento in risposta all’esperienza. Apprendere un gesto, acquisire una nuova abilità, essere esposti a stimoli ambientali o praticare attività fisica produce cambiamenti nelle reti neuronali. Le connessioni tra neuroni possono rafforzarsi o indebolirsi, può cambiare l’organizzazione delle sinapsi e, in specifiche aree cerebrali, possono essere favoriti processi di neurogenesi.
Questa capacità non appartiene soltanto all’infanzia. Il cervello adulto conserva una possibilità di adattamento, pur con caratteristiche e potenzialità differenti rispetto alle fasi dello sviluppo. I fattori neurotrofici, l’attività sinaptica e l’esperienza contribuiscono alla costruzione e al mantenimento di queste modificazioni. La plasticità è quindi alla base dell’apprendimento e della memoria, ma ha importanza anche nella risposta allo stress, all’invecchiamento e al danno. Ambiente e stile di vita possono favorire oppure ostacolare tale capacità. L’idea di un cervello adulto completamente statico è quindi incompatibile con il modo in cui il sistema nervoso reagisce continuamente agli stimoli che riceve.
La neuroplasticità è la capacità del sistema nervoso di modificare struttura e funzione in risposta all’esperienza. Non riguarda soltanto la formazione di nuovi neuroni, ma comprende cambiamenti nella forza delle connessioni sinaptiche, nella ramificazione dei dendriti, nell’organizzazione delle reti nervose e nell’efficienza con cui le informazioni vengono trasmesse. È alla base dell’apprendimento, della memoria e dell’adattamento a nuove richieste. Il cervello non è quindi una struttura completamente definita una volta terminato lo sviluppo, ma mantiene una capacità di modificazione per tutta la vita.
Questa capacità può essere favorevole o sfavorevole. L’apprendimento di una nuova abilità motoria rafforza circuiti utili; al contrario, l’esposizione ripetuta a stimoli stressanti o comportamenti disfunzionali può consolidare schemi altrettanto persistenti. La plasticità descrive la possibilità di cambiare, non garantisce che ogni cambiamento sia positivo. Età, sonno, attività fisica, stimolazione cognitiva, stato metabolico e ambiente influenzano la capacità del sistema nervoso di riorganizzarsi.
L’esercizio fisico è particolarmente interessante perché agisce contemporaneamente su flusso sanguigno cerebrale, fattori neurotrofici, metabolismo e stato infiammatorio. Questi segnali possono creare un ambiente più favorevole all’adattamento neuronale. La neuroplasticità rappresenta quindi uno dei principali punti di contatto tra esperienza, comportamento e modificazioni biologiche del cervello.
Fonte di approfondimento
Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico
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