Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Microbiota

Il microbiota può influenzare l’umore e il cervello?

Sì. Intestino e cervello comunicano in entrambe le direzioni attraverso vie nervose, endocrine, immunitarie e metaboliche. Il microbiota partecipa a questa comunicazione producendo o modificando sostanze che possono influenzare l’ambiente intestinale e segnali diretti al sistema nervoso. Viene richiamato, per esempio, il rapporto con il metabolismo del triptofano e con vie che coinvolgono la serotonina, oltre al ruolo di metaboliti prodotti dalla fermentazione batterica.

La comunicazione è però bidirezionale. Stress, emozioni e attivazione del sistema nervoso possono a loro volta modificare motilità, secrezioni, permeabilità intestinale e condizioni favorevoli a determinate popolazioni microbiche. È per questo che l’intestino viene descritto come un “organo delle emozioni”: non perché l’umore sia prodotto da un singolo batterio, ma perché microbiota, sistema nervoso, ormoni e immunità fanno parte dello stesso circuito. Ansia, benessere psicologico e funzione cognitiva non possono quindi essere ricondotti a una sola specie microbica. Il microbiota rappresenta uno dei mediatori di una rete molto più ampia nella quale entrano anche alimentazione, stress e stile di vita.

Sì, attraverso quello che viene definito asse intestino-cervello, una rete di comunicazione bidirezionale che coinvolge sistema nervoso, sistema endocrino, immunità e prodotti del metabolismo microbico. I microrganismi intestinali possono contribuire alla produzione o alla modulazione di molecole che influenzano la funzione nervosa; allo stesso tempo, stress e stato emotivo possono modificare motilità intestinale, secrezioni, permeabilità e condizioni ambientali dell’intestino, con effetti sulla comunità microbica. La relazione non va quindi immaginata come un messaggio che parte soltanto dall’intestino e arriva al cervello.

Tra i mediatori coinvolti vi sono acidi grassi a corta catena, metaboliti del triptofano, segnali immunitari e vie nervose come quella vagale. Queste connessioni spiegano perché alterazioni del microbiota siano state associate a differenze nel comportamento, nella risposta allo stress e nel tono dell’umore. Una parte consistente delle evidenze più dettagliate deriva però da modelli sperimentali, mentre nell’uomo le relazioni sono più difficili da isolare perché dieta, farmaci, attività fisica, sonno e condizioni psicologiche cambiano contemporaneamente.

È quindi corretto affermare che il microbiota partecipa alla regolazione dell’asse intestino-cervello, ma sarebbe eccessivo attribuire a una singola composizione batterica la causa di uno stato emotivo. Il cervello influenza l’intestino e l’intestino può restituire segnali al cervello: è la reciprocità della comunicazione, più che una causalità lineare, a essere centrale.

Copertina di Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

Fonte di approfondimento

Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.