Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Endocrinologia, nutrizione ed esercizio

Che cosa si intende per PNEI dell’esercizio fisico?

La PNEI dell’esercizio fisico considera il movimento come uno stimolo multisistemico. Una seduta modifica l’attività del sistema nervoso, il rilascio di neurotrasmettitori e la risposta ormonale; cambia temporaneamente la distribuzione delle cellule immunitarie e genera segnali infiammatori necessari all’adattamento. Con la pratica regolare migliorano sensibilità insulinica, efficienza cardiovascolare, composizione corporea e capacità di risposta allo stress. A questi effetti biologici si aggiungono quelli psicologici, con ricadute su umore, ansia, percezione di benessere e, nelle attività di gruppo, anche sul supporto sociale.

Il beneficio dipende però dalla dose. Un esercizio adeguato crea un segnale al quale l’organismo risponde adattandosi; un carico eccessivo, soprattutto senza recupero, può produrre effetti opposti su immunità, equilibrio endocrino e stato psicologico. È quindi riduttivo considerare l’allenamento soltanto come consumo calorico o stimolo muscolare. Ogni sessione invia segnali a sistemi differenti e il risultato finale dipende da intensità, durata, frequenza, recupero e condizioni individuali. La regolarità e la corretta gestione del carico diventano parte integrante dell’effetto salutistico.

La PNEI dell’esercizio fisico osserva il movimento come uno stimolo sistemico. La contrazione muscolare genera segnali meccanici e metabolici, modifica la secrezione ormonale, altera temporaneamente l’attività immunitaria, produce miochine e influenza il sistema nervoso. Una seduta non interessa quindi soltanto i muscoli che lavorano: coinvolge l’intero organismo e avvia una serie di risposte che, se ripetute con regolarità e recuperate adeguatamente, diventano adattamenti.

L’intensità è uno dei principali fattori che determina la qualità della risposta. Un’attività moderata e prolungata produce un profilo diverso da un lavoro intervallato ad alta intensità o da un allenamento di forza. Cambiano la richiesta energetica, la produzione di catecolamine e cortisolo, il coinvolgimento del sistema immunitario e i segnali che raggiungono il cervello. Anche la percezione psicologica dello sforzo partecipa alla risposta: motivazione, piacere, ansia e senso di controllo possono modificare il modo con cui l’esperienza viene vissuta e quindi alcuni aspetti della risposta allo stress.

Il concetto più importante è l’adattamento. L’esercizio è uno stressor, ma uno stressor programmabile. Se dose e recupero sono adeguati, l’organismo diventa più efficiente e resistente. Se invece il carico si somma a stress cronico, sonno insufficiente e nutrizione inadeguata, lo stesso stimolo può contribuire a un eccesso di carico allostatico. La PNEI permette quindi di leggere l’allenamento non in isolamento, ma nel contesto complessivo della vita della persona.

Copertina di Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

Fonte di approfondimento

Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

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