Allenamento · Tecnica
Perché la tecnica di esecuzione conta più del peso che riesco a sollevare?
Perché il muscolo non conosce il numero scritto sul disco: risponde alla tensione che effettivamente riceve. Aumentare il carico perdendo progressivamente il controllo del gesto non significa necessariamente allenarsi meglio; spesso significa soltanto spostare il lavoro verso muscoli che non si intendeva coinvolgere, ridurre l’escursione articolare e aumentare inutilmente lo stress su tendini e articolazioni.
Una corretta tecnica ha almeno due vantaggi. Il primo è evidente: riduce la probabilità di traumi. Molti problemi che compaiono in palestra non sono “sfortuna”, ma la conseguenza di piccoli errori ripetuti per centinaia o migliaia di volte, oppure di esecuzioni macroscopicamente scorrette abbinate a carichi eccessivi. Il secondo vantaggio è persino più importante: un movimento ben eseguito consente di ottenere uno stimolo migliore con un dispendio di lavoro spesso inferiore.
Il corpo, inoltre, apprende schemi motori. Se nelle prime settimane si impara un esercizio male, quella modalità diventa progressivamente automatica. Correggerla in seguito è molto più difficile che costruire fin dall’inizio un gesto corretto. Per questo, soprattutto nel principiante, la fretta di “caricare” è una delle strategie meno intelligenti.
C’è poi un equivoco molto comune: considerare il peso esterno come sinonimo di intensità reale. Se per utilizzare dieci chilogrammi in più si accorcia il ROM, si rimbalza, si altera la postura e si trasformano le ultime ripetizioni in un esercizio completamente diverso, il carico sul bilanciere è aumentato, ma non è affatto certo che sia aumentato lo stimolo sul muscolo bersaglio.
La progressione dei carichi è importante, ma deve essere la conseguenza dell’adattamento, non la condizione per dimostrarlo. Prima si consolida il movimento, poi si aumenta gradualmente la resistenza mantenendo la stessa qualità esecutiva. Questo approccio è meno spettacolare, ma decisamente più efficace se l’obiettivo è allenarsi a lungo, migliorare e non passare metà dell’anno a gestire dolori provocati dalla propria impazienza.
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