Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Allenamento · Intensità

Che cos’è il buffer e quando conviene lasciare qualche ripetizione in riserva?

Il buffer è la differenza tra le ripetizioni realmente eseguite in una serie e quelle che, con quel carico, si sarebbero potute completare arrivando al cedimento. Se eseguo 10 ripetizioni ma avrei potuto farne 12 mantenendo una tecnica corretta, sto lavorando con un buffer di 2 ripetizioni.

A prima vista può sembrare un modo per “allenarsi meno”. In realtà è uno strumento di gestione della fatica. Fermarsi prima dell’esaurimento permette di recuperare più rapidamente, conservare una migliore qualità nelle serie successive e, soprattutto, aumentare con maggiore facilità il volume o la frequenza di allenamento. L’efficacia non dipende quindi dal portare ogni singola serie al limite, ma da come viene organizzato l’insieme del lavoro.

Questo approccio è particolarmente coerente con la multifrequenza. Se un muscolo viene allenato più volte durante la settimana, lasciare un certo margine consente di presentarsi alla seduta successiva con un livello di recupero migliore. In una monofrequenza molto intensa, invece, dove lo stesso distretto dispone poi di più giorni senza una sollecitazione diretta, il lavoro a cedimento può essere inserito con maggiore facilità.

Il buffer è utile anche per proteggere la tecnica. Quando ci si avvicina all’esaurimento, aumenta la probabilità di compensazioni, accelerazioni, riduzione del ROM o intervento eccessivo di muscoli che dovrebbero avere un ruolo secondario. Fermarsi quando restano ancora una o due ripetizioni possibili può mantenere il gesto molto più pulito, soprattutto negli esercizi complessi.

Naturalmente il buffer deve essere stimato con un minimo di esperienza. Un principiante che crede di avere “due ripetizioni in riserva” potrebbe in realtà averne cinque o sei. Per questo, nelle prime fasi, è più importante imparare a riconoscere la fatica e consolidare la tecnica che utilizzare il concetto come se fosse una misura di laboratorio.

Non esiste infine un buffer ideale valido sempre. Può variare in funzione dell’esercizio, della fase di allenamento, del volume previsto, della frequenza e dell’obiettivo. È un modo per dosare l’intensità relativa e rendere il programma sostenibile. Lasciare qualche ripetizione in riserva non significa evitare lo sforzo: significa scegliere quanto sforzo utilizzare oggi per poter continuare ad allenarsi bene domani.

Copertina di A scuola di fitness

Fonte di approfondimento

A scuola di fitness

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