Un grillo nel piatto · Economia
Se allevare grilli è efficiente, perché oggi la farina di grillo costa così tanto?
Efficienza biologica e prezzo di mercato non sono la stessa cosa. Il grillo può essere molto efficiente nel trasformare il mangime in biomassa e richiedere meno spazio e acqua rispetto a molti animali da allevamento, ma questo non significa che il prodotto finale debba essere immediatamente economico.
Una filiera nuova sostiene costi che una produzione consolidata ha già ammortizzato da decenni. Occorrono impianti specifici, procedure autorizzative, ricerca sui processi di allevamento e trasformazione, controlli, logistica dedicata e volumi produttivi ancora relativamente piccoli. Quando si produce poco, ogni fase pesa di più sul costo finale.
Anche la gestione della temperatura rappresenta una voce importante. I grilli crescono più rapidamente quando le condizioni ambientali sono ottimali, ma mantenere temperatura e umidità controllate richiede energia. L’efficienza alimentare dell’animale quindi non elimina automaticamente i costi energetici dell’allevamento.
Con l’aumento della produzione, la maggiore standardizzazione degli impianti e l’ottimizzazione della tecnologia, il prezzo potrebbe ridursi. È ciò che normalmente avviene quando una filiera passa da produzione di nicchia a produzione su scala più ampia. Non è però possibile confondere un potenziale vantaggio futuro con il prezzo attuale.
Il costo elevato offre anche una chiave di lettura interessante rispetto a una delle paure più diffuse: l’idea che le aziende possano utilizzare di nascosto farina di grillo per risparmiare. Nella fase descritta accade esattamente il contrario: la farina di grillo può costare molte volte più della farina di cereali. Utilizzarla clandestinamente non sarebbe soltanto contrario alle regole di etichettatura, ma anche economicamente poco razionale.
Va poi ricordato che il prezzo per chilogrammo non è l’unico criterio con cui confrontare gli alimenti. Contano il contenuto proteico, la quantità realmente utilizzata nelle ricette e l’impatto della filiera.
Per ora, quindi, la farina di grillo resta un prodotto relativamente costoso. La sua convenienza ambientale non coincide ancora con una convenienza economica per il consumatore. È una distinzione semplice, ma fondamentale per evitare sia entusiasmi eccessivi sia teorie prive di fondamento.
Fonte di approfondimento
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