Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Un grillo nel piatto · Produzione

Come viene prodotta concretamente la farina di grillo?

La farina di grillo non nasce dalla raccolta casuale di insetti trovati nell’ambiente. Il processo parte da allevamenti dedicati, nei quali vengono controllate le condizioni necessarie alla crescita degli animali: temperatura, umidità, alimentazione e densità. Il grillo domestico è particolarmente adatto perché ha un ciclo di vita relativamente rapido e una notevole capacità riproduttiva.

L’alimentazione utilizzata negli allevamenti descritti è generalmente a base di cereali e vegetali. È un dettaglio importante perché ciò che mangia l’animale può influenzare anche la composizione nutrizionale del prodotto finale. Non si tratta quindi di un parametro marginale: la qualità della farina comincia molto prima della macinazione.

Prima dell’abbattimento è previsto un periodo di digiuno di almeno 24 ore, finalizzato allo svuotamento dell’apparato digerente. Successivamente gli insetti vengono abbattuti attraverso il congelamento. La bassa temperatura permette di interrompere l’attività vitale e, contemporaneamente, rappresenta una fase utile nella gestione igienica del processo.

Seguono lavaggio e trattamento termico. Gli insetti vengono sottoposti a procedure che riducono il rischio di contaminazione microbiologica, quindi essiccati e tostati a temperature controllate per rimuovere l’umidità. Una parte della componente lipidica può essere estratta meccanicamente, ottenendo il prodotto parzialmente sgrassato previsto dalle specifiche autorizzazioni. Soltanto alla fine avviene la macinazione, fino a ottenere una polvere fine, asciutta e leggermente brunita.

Il risultato finale assomiglia visivamente a una farina, ma non ha naturalmente la stessa composizione delle farine di cereali. La quota proteica è molto più elevata e sono presenti grassi, fibre, vitamine e minerali.

È quindi improprio immaginare la farina di grillo come “grilli tritati” in senso domestico e rudimentale. La trasformazione avviene attraverso una filiera alimentare con passaggi codificati, esattamente come accade per moltissimi altri prodotti che consumiamo ogni giorno senza vedere l’intero processo che porta dalla materia prima all’alimento finito.

Il processo, quindi, non si limita alla semplice macinazione: ogni passaggio serve a controllare igiene, stabilità e composizione, trasformando un animale allevato in una materia prima alimentare standardizzata.

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Un grillo nel piatto: cosa sapere sull'uso alimentare degli insetti

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