Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Un grillo nel piatto · Psicologia del cibo

Perché molte persone accettano più facilmente la farina di grillo rispetto agli insetti interi?

La forma con cui un alimento viene presentato modifica profondamente la nostra reazione. Nel caso degli insetti questo effetto è particolarmente evidente: vedere un grillo intero, riconoscibile nelle sue zampe, antenne e forma corporea, attiva molto più facilmente il disgusto rispetto a mangiare un prodotto nel quale la stessa materia prima è stata trasformata in una polvere indistinguibile dagli altri ingredienti.

Il meccanismo non riguarda il gusto, perché spesso la reazione compare prima ancora dell’assaggio. È l’origine percepita del cibo a provocare il rifiuto. L’immagine dell’animale resta mentalmente associata all’alimento e può evocare sporcizia, contaminazione, putrefazione o semplicemente qualcosa che culturalmente non appartiene alla categoria del “commestibile”.

Questo fenomeno non è esclusivo degli insetti. Molte persone consumano carne senza difficoltà quando è presentata come bistecca, hamburger o salume, ma possono provare un disagio maggiore quando l’animale è riconoscibile o quando vengono proposte parti anatomiche insolite. Lo stesso accade con frattaglie, lumache, rane o altri alimenti che, a seconda della cultura, possono essere considerati prelibatezze oppure disgustosi.

La trasformazione in farina riduce quindi la distanza culturale. Un biscotto resta visivamente un biscotto, una barretta resta una barretta, una pasta resta una pasta. Il nuovo ingrediente entra in un formato già noto e questo attenua l’impatto emotivo.

Anche il linguaggio conta. Nomi, confezioni e modalità di presentazione possono rendere un prodotto più o meno accettabile. È un principio già utilizzato nell’industria alimentare: spesso si preferisce descrivere un alimento in modo che l’origine animale sia meno evidente.

Questo non significa che la trasformazione debba servire a ingannare il consumatore. L’ingrediente deve essere chiaramente dichiarato in etichetta. Significa piuttosto riconoscere che informazione razionale e percezione emotiva seguono strade diverse.

Una persona può sapere perfettamente che la farina di grillo è sicura e continuare a provare disgusto davanti all’insetto intero. La forma trasformata riduce il conflitto tra ciò che razionalmente si sa e ciò che emotivamente si percepisce, rendendo più semplice l’eventuale sperimentazione.

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