Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Un grillo nel piatto · Micronutrienti

Oltre alle proteine, quali vitamine e minerali contiene la farina di grillo?

Ridurre la farina di grillo a una semplice “polvere proteica” significa perdere una parte importante del suo profilo nutrizionale. Oltre alle proteine sono presenti vitamine e minerali, con particolare interesse per alcune vitamine del gruppo B e per micronutrienti come ferro, zinco, fosforo, potassio, magnesio e calcio.

La vitamina B12 è uno degli esempi più interessanti. È una vitamina tipicamente associata agli alimenti di origine animale e svolge funzioni essenziali nella formazione dei globuli rossi, nella sintesi del DNA e nel corretto funzionamento del sistema nervoso. Nei prodotti derivati da alcuni insetti, compreso Acheta domesticus, vengono riportate quantità significative di B12, insieme ad altre vitamine del gruppo B come B1, B2 e B3.

Anche il ferro può essere ben rappresentato. Tuttavia è importante distinguere la quantità presente da quella effettivamente assorbita. La biodisponibilità del ferro varia in base alla sua forma chimica e alla matrice in cui è contenuto. Inoltre la presenza di fibre può interferire con l’assorbimento. Per questo leggere “molto ferro” in una tabella nutrizionale non significa automaticamente che l’organismo ne utilizzerà la stessa quota che utilizzerebbe da un altro alimento.

Per Acheta domesticus vengono riportati anche valori interessanti di potassio, fosforo, zinco, calcio e magnesio. La composizione, però, non è identica in ogni prodotto. Alimentazione dell’insetto, età, condizioni di allevamento, lavorazione e grado di sgrassatura possono modificare il profilo finale.

Questo è un punto che vale per qualsiasi alimento: parlare di “farina di grillo” come se esistesse un solo valore nutrizionale fisso è una semplificazione. Le etichette dei prodotti commerciali possono mostrare intervalli differenti di proteine, grassi, vitamina B12 e altri nutrienti.

La conclusione utile è che gli insetti alimentari possono fornire una matrice nutrizionalmente densa, nella quale proteine e micronutrienti convivono. Non diventano per questo indispensabili né superiori a ogni alternativa, ma è difficile liquidarli come alimenti poveri o privi di valore nutrizionale. Il loro profilo è, al contrario, uno dei motivi principali per cui vengono studiati come possibile fonte alimentare del futuro.

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Un grillo nel piatto: cosa sapere sull'uso alimentare degli insetti

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