Un grillo nel piatto · Sicurezza alimentare
Gli alimenti a base di insetti hanno un rischio di contaminazione maggiore rispetto a carne, pesce o uova?
Non ci sono elementi per considerarli intrinsecamente più esposti alle contaminazioni rispetto alle altre filiere alimentari. Il rischio zero non esiste per nessun alimento: carne, pesce, uova, cereali, legumi e prodotti trasformati possono essere coinvolti in contaminazioni fisiche, chimiche o biologiche. La domanda corretta non è quindi “può contaminarsi?”, perché la risposta sarebbe sì per qualunque cibo, ma “quali controlli vengono adottati per ridurre il rischio?”.
Nel settore alimentare sono ben noti esempi che riguardano filiere tradizionali: salmonella nelle uova o nelle carni, anisakis nei prodotti ittici, micotossine nei cereali, metalli pesanti in alcuni pesci, epidemie negli allevamenti avicoli o suini. Nessuno di questi problemi porta a concludere che sia necessario eliminare completamente carne, pesce o cereali. Si sviluppano invece protocolli di controllo, trattamento e sorveglianza.
Lo stesso principio vale per gli insetti. Gli animali destinati alla produzione alimentare sono allevati in condizioni controllate e la lavorazione prevede digiuno, congelamento, lavaggio, trattamento termico, essiccazione e altri passaggi finalizzati alla sicurezza del prodotto. Il trattamento con il calore è particolarmente importante per ridurre la carica microbiologica, esattamente come avviene in numerose altre produzioni.
I rischi possibili riguardano soprattutto la qualità dell’alimentazione utilizzata nell’allevamento e quindi l’eventuale presenza di contaminanti chimici. È una ragione in più per cui il mangime e l’intera filiera devono essere controllati. Non è, però, una peculiarità esclusiva del grillo: ciò che viene somministrato a un animale può influenzare anche la sicurezza e la qualità dei prodotti derivati da bovini, suini o pollame.
Sono inoltre fissati limiti per micotossine, metalli pesanti e parametri microbiologici. Questo non significa che un incidente sia impossibile, ma che il prodotto viene trattato come un alimento e sottoposto alle medesime logiche di prevenzione e controllo.
In sintesi, il grillo non è sterilmente “sicuro per natura”, ma neppure “sporco per natura”. La sicurezza dipende dalla filiera, dai controlli e dai processi produttivi. Esattamente come per gli alimenti che già consideriamo normali.
Fonte di approfondimento
Un grillo nel piatto: cosa sapere sull'uso alimentare degli insetti
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