Fasi sensibili
Come dovrebbe cambiare l’allenamento tra i 9 e gli 11 anni?
Tra i 9 e gli 11 anni il bambino entra in una fase particolarmente favorevole all’apprendimento motorio. Le capacità coordinative continuano a meritare grande attenzione, ma diventa possibile introdurre con maggiore sistematicità elementi tecnici, rapidità, forza generale e mobilità articolare, mantenendo comunque una struttura multilaterale.
A questa età il movimento è generalmente più preciso e il bambino riesce a osservare e riprodurre meglio un gesto. Migliorano concentrazione, controllo e capacità di combinare più abilità in successione. È quindi un momento utile per insegnare tecniche sportive, purché non vengano ridotte a ripetizioni meccaniche. Il gesto dovrebbe essere sperimentato in condizioni diverse, con varianti che costringano a controllarlo e adattarlo.
La rapidità può essere sollecitata soprattutto nei suoi aspetti di azione e reazione. Giochi con segnali improvvisi, partenze, inseguimenti, brevi cambi di direzione e compiti che richiedono risposte veloci sono coerenti con la fase. Anche la forza può essere stimolata, privilegiando carico naturale, piccoli attrezzi, salti e attività dinamiche.
La resistenza aerobica migliora con la maturazione cardiocircolatoria e può essere allenata attraverso lavori di media durata, alternati e inseriti in attività piacevoli. La monotonia è il principale nemico: chiedere a un bambino di correre a lungo senza uno scopo ludico può produrre rifiuto molto prima che emerga un vero limite fisiologico.
La mobilità articolare può essere mantenuta con attività globali e giochi che richiedono ampie escursioni, evitando ancora sedute aggressive di stretching. L’obiettivo è conservare la flessibilità naturale e non inseguire gradi estremi di escursione.
Anche il numero delle sedute può aumentare rispetto agli anni precedenti, ma non dovrebbe diventare sinonimo di specializzazione. È ancora importante lasciare spazio a esperienze differenti e non trasformare l’agenda settimanale in una sequenza di allenamenti finalizzati soltanto alla prestazione.
Il vero vantaggio di questa età è la grande disponibilità ad apprendere. Utilizzarla bene significa insegnare movimenti, ampliare il repertorio e costruire capacità di adattamento. È molto più utile arrivare alla pubertà con un bambino competente in molte situazioni che con un piccolo specialista perfetto in pochi gesti e povero nelle altre esperienze motorie.
Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.