Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Apprendimento motorio

Che cos’è il transfer e perché è utile far praticare attività diverse ai bambini?

Il transfer è la possibilità che un apprendimento precedente faciliti l’acquisizione di un nuovo compito. Quando due movimenti condividono elementi coordinativi, percettivi o biomeccanici, ciò che il bambino ha già imparato può diventare una base utile per affrontare l’esperienza successiva.

Un bambino che ha sviluppato un buon equilibrio attraverso bicicletta, pattinaggio e giochi su superfici instabili dispone di risorse che potranno aiutarlo in molti altri sport. Lo stesso vale per la capacità di lanciare, orientarsi nello spazio, anticipare una traiettoria o coordinare occhi e mani. Non significa che un gesto si trasferisca automaticamente in un altro, ma che il sistema motorio possiede già strumenti che rendono l’apprendimento più rapido.

Il transfer è particolarmente importante all’inizio della formazione, quando le abilità sono ancora relativamente generali. Con la specializzazione, il gesto diventa più specifico e alcune componenti risultano meno trasferibili. È uno dei motivi per cui l’infanzia dovrebbe essere caratterizzata da esperienze motorie varie.

L’allenatore può favorire il transfer mostrando somiglianze tra movimenti. Chiedere al bambino di riconoscere ciò che un nuovo gesto ha in comune con qualcosa che sa già fare lo spinge a utilizzare in modo consapevole il proprio patrimonio. Anche cambiare attrezzi e ambienti può rivelare che una stessa capacità è utile in contesti differenti.

Esiste però anche la possibilità di interferenza. Un’abitudine molto consolidata può rendere più difficile apprendere un gesto simile ma tecnicamente diverso. Per questo non basta accumulare esperienze: serve anche la capacità di adattare e trasformare ciò che si conosce.

Dal punto di vista educativo, il transfer rafforza l’idea che la multilateralità non sia tempo sottratto alla specializzazione. Al contrario, crea una base sulla quale le tecniche specifiche possono essere apprese più facilmente. Un bambino che ha esplorato molte forme di movimento possiede più “pezzi” da combinare quando incontra un nuovo problema motorio.

La conseguenza pratica è evitare programmi troppo stretti negli anni iniziali. Giochi con la palla, salti, arrampicate, attività ritmiche, equilibrio e sport differenti non sono distrazioni. Sono esperienze che costruiscono una rete di competenze riutilizzabili. Quando arriverà il momento di approfondire una disciplina, quel patrimonio potrà accelerare l’apprendimento e rendere il giovane atleta più adattabile.

Copertina di Il giovane campione

Fonte di approfondimento

Il giovane campione

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