Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Forza · Giovani

Allenare la forza nei bambini è pericoloso?

L’allenamento della forza nei bambini non è pericoloso per definizione. Il rischio dipende da come viene proposto, dal tipo di carico, dalla tecnica, dalla supervisione e dalla coerenza con l’età. È quindi sbagliato equiparare qualsiasi lavoro di forza a sollevamenti massimali o a sedute da bodybuilding pensate per un adulto.

Un bambino esprime forza ogni volta che salta, corre, si arrampica, spinge, tira o sostiene il proprio peso corporeo. Queste attività fanno parte naturalmente del movimento e possono essere utilizzate per migliorare la capacità muscolare. Il carico può essere rappresentato dal corpo stesso, dalla gravità, da piccoli attrezzi o da resistenze molto moderate.

Prima della pubertà gli incrementi di forza dipendono in grande misura da adattamenti nervosi: migliorano reclutamento e coordinazione delle fibre muscolari, non è necessario ricercare grandi aumenti di massa. Questo rende sensato un lavoro orientato alla qualità del gesto e alla capacità di utilizzare in modo efficiente la muscolatura.

Nei bambini più giovani il programma dovrebbe essere multilaterale, breve e inserito in attività dinamiche. Tra 5 e 12 anni possono essere utilizzati carichi modesti che permettano un buon numero di ripetizioni, con poche serie e frequenza contenuta. Salti, arrampicate, lanci, percorsi e giochi rappresentano già ottime forme di stimolazione.

Il vero rischio nasce da sovraccarichi eccessivi, tecnica scorretta, sedute troppo lunghe, volumi elevati o ricerca precoce della forza massimale. Strutture tendinee, legamentose e articolari non hanno ancora completato la maturazione e devono essere rispettate.

Un lavoro di forza ben organizzato può invece contribuire a ridurre squilibri muscolari, migliorare l’efficienza del movimento e sostenere la prevenzione di alcuni traumi. Questo è particolarmente importante nei giovani che praticano uno sport molto specifico e ripetono continuamente gli stessi gesti.

La domanda quindi non è “i bambini possono allenare la forza?”, perché la allenano già muovendosi. La domanda corretta è quale tipo di forza, con quali mezzi e con quale obiettivo. Prima dei 12 anni la priorità resta coordinazione e forza rapida attraverso attività ludiche; nell’adolescenza il lavoro può diventare progressivamente più strutturato. Con supervisione competente e progressione, la forza è una componente normale della formazione motoria, non un’attività da evitare a priori.

Copertina di Il giovane campione

Fonte di approfondimento

Il giovane campione

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