Discipline fitness
Yoga e meditazione possono influenzare stress, infiammazione e benessere?
Sì. Yoga, meditazione e altre discipline body & mind agiscono contemporaneamente su movimento, respirazione, attenzione e regolazione dello stato emotivo. La pratica è associata a una riduzione dello stress percepito, a modificazioni del cortisolo e a una maggiore attivazione parasimpatica. Possono migliorare il benessere psicologico e contribuire alla gestione dell’ansia e del sonno, inserendosi in quei meccanismi attraverso i quali stato mentale e risposte biologiche si influenzano reciprocamente.
Sono riportate anche modificazioni di alcuni marcatori infiammatori e segnali epigenetici collegati alle vie dello stress e dell’infiammazione. La meditazione viene inoltre messa in relazione con differenze del microbiota intestinale in praticanti di lungo periodo, mostrando ancora una volta quanto possano essere intrecciati sistema nervoso, immunità e ambiente intestinale. Nello yoga non va dimenticata la componente fisica: forza, mobilità e controllo del movimento fanno parte dello stimolo. È quindi riduttivo considerare queste pratiche come semplice rilassamento. Il loro interesse nel quadro PNEI deriva proprio dalla combinazione di componenti fisiche, respiratorie, cognitive ed emotive che agiscono nello stesso momento.
Yoga e meditazione sono particolarmente interessanti perché combinano elementi che normalmente vengono studiati separatamente: movimento, respirazione, attenzione, consapevolezza corporea e regolazione emotiva. Questa integrazione può ridurre la percezione dello stress e favorire una maggiore attivazione parasimpatica, contribuendo a spostare l’organismo da una condizione di allerta persistente verso uno stato più compatibile con il recupero. In alcuni studi vengono osservate anche variazioni del cortisolo e di marcatori infiammatori.
La componente fisica dello yoga non va sottovalutata. A seconda dello stile, può richiedere forza, mobilità, equilibrio e controllo posturale, producendo adattamenti che si sommano a quelli della respirazione e dell’attenzione. La meditazione agisce invece soprattutto sul modo con cui vengono elaborati pensieri, emozioni e stimoli esterni, modificando la risposta soggettiva agli eventi stressanti. Nel lungo periodo questa diversa modalità di risposta può avere ricadute sui sistemi neuroendocrini che partecipano allo stress cronico.
Sono stati descritti anche segnali epigenetici associati a vie infiammatorie e differenze nel microbiota in praticanti di lungo periodo, ma questi dati non autorizzano a considerare tali pratiche come terapie universali. Il loro valore risiede soprattutto nella capacità di agire su più componenti contemporaneamente e con un basso impatto fisiologico. Nel quadro PNEI rappresentano quindi un esempio concreto di come interventi comportamentali possano influenzare sia esperienza psicologica sia risposte biologiche.
Fonte di approfondimento
Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico
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