Discipline fitness
Quali effetti vengono attribuiti all’allenamento di forza e al bodybuilding oltre all’aumento della massa muscolare?
L’allenamento con sovraccarichi non riguarda soltanto l’estetica. Aumentare forza e funzionalità muscolare ha ricadute importanti sulla capacità di svolgere le attività quotidiane e sul mantenimento dell’autonomia con l’avanzare dell’età. La pratica regolare contrasta la perdita di massa muscolare, contribuisce alla prevenzione della sarcopenia e dei processi di demineralizzazione ossea e migliora la sensibilità insulinica. Il muscolo è inoltre un tessuto metabolicamente attivo e gli adattamenti prodotti dall’allenamento vanno ben oltre l’aumento della sua sezione trasversa.
Sono descritti anche adattamenti ormonali, metabolici ed epigenetici, sebbene la letteratura specifica sull’epigenetica della pesistica sia meno ampia rispetto a quella dell’esercizio aerobico. La risposta può variare con l’età e con le caratteristiche dell’allenamento. Restano essenziali corretta esecuzione, respirazione, scelta dei carichi e recupero. Il lavoro di forza non produce però lo stesso tipo di stimolo cardiocircolatorio tipico dell’endurance. Per questo, in una prospettiva di salute globale, la varietà degli stimoli consente di sommare adattamenti differenti invece di chiedere a una sola modalità di allenamento di coprire ogni funzione.
L’allenamento contro resistenza produce adattamenti che interessano molto più della dimensione del muscolo. L’aumento della forza migliora la capacità di svolgere attività quotidiane, sostiene l’autonomia e contrasta il declino funzionale associato all’età. Lo stimolo meccanico coinvolge anche l’osso e contribuisce a mantenere la densità minerale, mentre l’aumento o il mantenimento della massa muscolare ha ricadute sul metabolismo del glucosio e sulla sensibilità insulinica.
Il muscolo allenato è inoltre un tessuto endocrino capace di rilasciare miochine e di comunicare con altri organi. Questo aspetto collega il lavoro di forza al quadro più ampio della PNEI, nel quale il muscolo non viene considerato soltanto come effettore del movimento. Gli adattamenti possono coinvolgere infiammazione, metabolismo e segnali molecolari che raggiungono tessuti distanti. Sul piano epigenetico la letteratura è meno abbondante rispetto all’esercizio aerobico, ma vengono descritte modificazioni dell’espressione genica e del profilo trascrizionale del muscolo.
Particolarmente interessante è il rapporto con l’invecchiamento. In soggetti anziani, programmi di forza possono migliorare significativamente la prestazione e modificare l’espressione di geni associati al fenotipo muscolare dell’età avanzata. Questo non significa “ringiovanire” biologicamente in senso generale, ma dimostra quanto il tessuto mantenga capacità di adattamento. L’allenamento di forza diventa quindi uno strumento di salute e funzionalità, non soltanto una pratica finalizzata all’estetica o alla performance.
Fonte di approfondimento
Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico
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