Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Diete e integratori

Quali effetti vengono attribuiti agli omega-3 nel quadro della PNEI?

Gli omega-3, in particolare EPA e DHA, interessano più componenti della PNEI. Il DHA è un componente importante delle membrane cellulari del sistema nervoso e partecipa alla struttura dei neuroni; EPA e DHA intervengono inoltre nella regolazione dei processi infiammatori. Questa duplice presenza - nelle membrane e nei sistemi che modulano l’infiammazione - contribuisce a spiegare perché vengano studiati contemporaneamente in ambito cardiovascolare, neurologico e immunitario.

Sono richiamate associazioni con funzione cognitiva, umore e risposta allo stress, oltre a effetti favorevoli sul sistema cardiovascolare. Il loro ruolo immunitario non consiste semplicemente nell’“aumentare le difese”, ma nel partecipare alla regolazione di mediatori e processi infiammatori. Il significato è quindi multisistemico e coerente con l’idea che sistema nervoso, metabolismo e immunità non siano indipendenti. L’assunzione va però collocata nel contesto dell’alimentazione complessiva. Un singolo nutriente non sostituisce un modello alimentare adeguato e non annulla gli effetti di sedentarietà, eccesso calorico o altri fattori di stile di vita.

Gli omega-3, in particolare EPA e DHA, sono interessanti nel quadro della PNEI perché partecipano contemporaneamente alla struttura delle membrane cellulari, alla regolazione dell’infiammazione e alla funzione del sistema nervoso. Il DHA è particolarmente rappresentato nel tessuto nervoso e contribuisce alle caratteristiche delle membrane neuronali, mentre EPA e DHA possono essere convertiti in mediatori lipidici coinvolti nella risoluzione dei processi infiammatori. Questo rende gli omega-3 un punto di collegamento tra metabolismo, immunità e cervello.

Gli effetti non dipendono da una generica etichetta di “grassi buoni”, ma dal loro ruolo biologico e dal rapporto con gli altri acidi grassi introdotti con la dieta. Una disponibilità adeguata contribuisce alla normale funzione delle membrane e può modulare la produzione di mediatori derivati dagli acidi grassi. In ambito neurologico vengono studiati per il possibile contributo alla funzione cognitiva e al tono dell’umore; sul versante cardiovascolare e metabolico partecipano a meccanismi che influenzano trigliceridi, infiammazione e funzione endoteliale.

È però necessario evitare una semplificazione frequente: se un nutriente interviene in molte vie biologiche non significa che dosi elevate producano automaticamente benefici maggiori o che l’integrazione sia sempre necessaria. Il significato va valutato nel contesto dell’alimentazione complessiva, dello stato nutrizionale e delle caratteristiche individuali. Nel quadro PNEI gli omega-3 sono quindi un esempio utile di come un componente della dieta possa avere ricadute su più sistemi contemporaneamente, senza per questo trasformarsi in una soluzione universale.

Copertina di Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

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Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

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