Diete e integratori
La fibra alimentare può influenzare microbiota, infiammazione e umore?
Sì. La fibra agisce direttamente sull’intestino e, attraverso il microbiota, può produrre effetti che coinvolgono metabolismo, immunità e comunicazione intestino-cervello. Le fibre fermentabili vengono utilizzate da diverse popolazioni microbiche e portano alla produzione di acidi grassi a catena corta. Questi metaboliti contribuiscono al mantenimento della barriera intestinale e partecipano alla regolazione di processi immunitari e infiammatori. La fibra favorisce inoltre la regolarità intestinale, aumenta il senso di sazietà e modula l’assorbimento di glucosio e colesterolo.
La relazione con l’umore passa soprattutto attraverso l’asse intestino-cervello e il ruolo del microbiota. Un ecosistema più favorevole e una maggiore produzione di metaboliti utili possono inserirsi in meccanismi che coinvolgono segnali nervosi, ormonali e immunitari; vengono inoltre richiamate associazioni fra adeguato consumo di fibra e minori sintomi depressivi o ansiosi. Per l’adulto viene indicato un apporto complessivo nell’ordine di 25-30 grammi al giorno. Conta però anche la varietà delle fonti, perché fibre differenti vengono utilizzate in modo differente dalle popolazioni microbiche.
La fibra alimentare arriva in parte al colon senza essere digerita e diventa un substrato per il microbiota. La fermentazione di alcune frazioni produce acidi grassi a corta catena, tra cui butirrato, propionato e acetato, che partecipano al mantenimento della barriera intestinale e possono influenzare metabolismo e risposta immunitaria. Una maggiore disponibilità di substrati fermentabili favorisce quindi un ambiente diverso rispetto a una dieta povera di alimenti vegetali e fibre.
Il collegamento con l’infiammazione passa anche attraverso l’integrità della mucosa. Una barriera intestinale più efficiente limita il contatto del sistema immunitario con componenti microbiche potenzialmente pro-infiammatorie. I metaboliti prodotti dal microbiota possono inoltre modulare direttamente alcune cellule immunitarie. Questo non significa che aumentare indiscriminatamente la fibra risolva qualunque stato infiammatorio: quantità, tipo di fibra, tolleranza individuale e composizione complessiva della dieta restano determinanti.
L’effetto sull’umore è ancora più indiretto. La fibra modifica il microbiota, e il microbiota comunica con il sistema nervoso attraverso metaboliti, vie immunitarie e asse intestino-cervello. Per questo modelli alimentari ricchi di alimenti vegetali vengono studiati anche in relazione al benessere psicologico. È però scorretto trasformare la fibra in un trattamento antidepressivo. Il suo interesse deriva dal fatto che uno stesso componente alimentare può partecipare a più livelli della rete PNEI: intestino, immunità, metabolismo e segnali diretti al sistema nervoso.
Fonte di approfondimento
Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico
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