Genetica ed epigenetica
Qual è la differenza tra una mutazione e un polimorfismo?
Una mutazione è una modificazione della sequenza del DNA che può alterare la funzione di un gene o della proteina che da quel gene viene prodotta. Può interessare un singolo nucleotide oppure porzioni più ampie e assumere forme differenti: mutazioni missenso, nonsenso, frameshift, di splicing, inserzioni o delezioni. Le conseguenze dipendono dalla regione coinvolta e dal tipo di variazione; alcune mutazioni possono essere prive di effetti evidenti, altre produrre alterazioni importanti e, in specifiche condizioni, costituire la causa diretta di una malattia.
I polimorfismi sono varianti molto più frequenti nella popolazione e non corrispondono automaticamente a una condizione patologica. Possono essere presenti in individui sani e modificare soprattutto la suscettibilità a una malattia o la risposta a fattori ambientali. Gli SNP, cioè variazioni di un singolo nucleotide, sono fra i polimorfismi più studiati. La distinzione pratica è importante: possedere una variante associata a un rischio maggiore non significa che il fenotipo si manifesterà necessariamente. Nelle condizioni multifattoriali il risultato dipende dall’interazione fra patrimonio genetico, penetranza, espressività e ambiente.
La differenza riguarda soprattutto la frequenza con cui una variante genetica è presente nella popolazione e il modo con cui viene interpretata. Una mutazione indica una variazione della sequenza del DNA relativamente rara, che può essere neutra, vantaggiosa oppure associata a una malattia. Il termine polimorfismo viene invece utilizzato per varianti più comuni, presenti in una quota non trascurabile della popolazione, che contribuiscono alla normale diversità tra individui. Molti polimorfismi non provocano una patologia, ma possono modificare in misura più o meno marcata una caratteristica biologica o la risposta a uno stimolo.
Questo aspetto è particolarmente interessante quando si parla di nutrizione ed esercizio fisico. Differenze genetiche possono contribuire a spiegare perché persone sottoposte a stimoli simili mostrino risposte differenti in termini di metabolismo, composizione corporea, prestazione o tolleranza a determinati nutrienti. Non significa che il risultato sia già scritto nel DNA. La presenza di una variante può modificare una probabilità o una sensibilità, ma l’espressione concreta dipende dall’interazione con ambiente, comportamento e regolazione epigenetica. È quindi fuorviante trasformare un singolo polimorfismo in una previsione certa. L’utilità della genetica applicata sta nel riconoscere una componente di variabilità individuale, non nel sostituire la complessità biologica con una lettura deterministica.
Fonte di approfondimento
Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico
Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.