Genetica ed epigenetica
Qual è la differenza tra età cronologica ed età biologica?
L’età cronologica misura semplicemente il tempo trascorso dalla nascita. Due persone nate lo stesso giorno hanno la stessa età anagrafica, indipendentemente dalle loro condizioni di salute. L’età biologica cerca invece di descrivere quanto cellule, tessuti e sistemi dell’organismo mostrino caratteristiche associate all’invecchiamento. Per questo due individui di 50 anni possono presentare una condizione biologica molto diversa, frutto dell’interazione fra genetica, ambiente, malattie e stile di vita.
Tra gli indicatori utilizzati per studiare questo processo rientrano la lunghezza dei telomeri e specifici pattern di metilazione del DNA, alla base dei cosiddetti orologi epigenetici. Attività fisica, alimentazione, stress, esposizioni ambientali e altre abitudini possono contribuire a creare una distanza favorevole o sfavorevole tra età cronologica e condizioni biologiche. Non si tratta però di una seconda data di nascita esatta e universalmente misurabile: l’età biologica è un costrutto basato su biomarcatori differenti, ciascuno con propri limiti. È utile soprattutto per comprendere che l’invecchiamento non procede con la stessa velocità in tutti gli individui e non dipende esclusivamente dal calendario.
L’età cronologica è il dato più semplice: corrisponde al tempo trascorso dalla nascita. L’età biologica tenta invece di descrivere quanto un organismo presenti caratteristiche tipiche di una fase più giovane o più avanzata rispetto agli anni anagrafici. Due persone della stessa età possono differire notevolmente per funzionalità cardiovascolare, massa muscolare, metabolismo, stato infiammatorio, efficienza cognitiva e numerosi altri parametri. In questa prospettiva l’invecchiamento non è soltanto il trascorrere del tempo, ma l’accumulo di modificazioni cellulari e funzionali.
L’epigenetica ha fornito strumenti interessanti per studiare questo fenomeno. Alcuni pattern di metilazione del DNA cambiano con l’età in modo abbastanza regolare da essere utilizzati come “orologi epigenetici”. Il confronto tra età anagrafica ed età stimata attraverso questi pattern permette di osservare una possibile accelerazione o decelerazione dell’invecchiamento biologico. Non si tratta però di una misura assoluta né di un indicatore capace di riassumere da solo lo stato di salute. Esistono metodi diversi e ciascuno misura aspetti parzialmente differenti.
Stile di vita, attività fisica, alimentazione, stress, sonno e ambiente possono associarsi a variazioni dei marcatori dell’invecchiamento biologico. Il concetto utile non è quindi cercare un numero preciso di “anni biologici”, ma comprendere che la velocità con cui si accumulano alterazioni funzionali non è identica per tutti e può essere modulata, almeno in parte, dalle abitudini di vita.
Fonte di approfondimento
Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico
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