Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Diete e integratori

Le diete iperproteiche sono sempre vantaggiose per chi si allena?

No. Un apporto proteico più elevato può essere utile in specifici contesti, ma non diventa automaticamente migliore quanto più aumenta. Le proteine contribuiscono alla sazietà e forniscono gli aminoacidi necessari alla sintesi proteica muscolare; quando vengono associate ad allenamento con sovraccarichi possono sostenere più efficacemente mantenimento e incremento della massa muscolare. La risposta dipende però dallo stimolo allenante e dal fabbisogno complessivo, non dalla sola quantità di proteine introdotte.

Sono inoltre coinvolti segnali gastrointestinali e ormonali che partecipano a sazietà e saziamento, uno dei motivi per cui le diete più proteiche possono facilitare il controllo dell’introito energetico. Tuttavia una dieta ricca di proteine senza adeguato esercizio non produce necessariamente gli stessi risultati sulla composizione corporea. Occorre considerare anche qualità della dieta, energia totale e caratteristiche individuali. Ridurre l’alimentazione dello sportivo a “più proteine possibile” trascura carboidrati, grassi, micronutrienti e fibra, oltre al fatto che il muscolo risponde soprattutto alla combinazione fra disponibilità di nutrienti e stimolo meccanico. L’apporto deve quindi essere proporzionato all’obiettivo e inserito in un programma alimentare e di allenamento coerente.

Aumentare l’apporto proteico può essere utile quando cresce il fabbisogno legato all’allenamento, quando l’obiettivo è sostenere la massa muscolare o quando una maggiore quota proteica facilita la sazietà durante una dieta ipocalorica. Questo però non significa che il vantaggio continui ad aumentare senza limite. Una volta raggiunta una disponibilità di aminoacidi adeguata rispetto allo stimolo allenante e al fabbisogno individuale, ulteriori incrementi non si traducono automaticamente in più muscolo o più forza.

La dieta dello sportivo deve restare completa. Spostare eccessivamente le calorie verso le proteine può ridurre lo spazio disponibile per carboidrati, grassi, fibra e micronutrienti. Questo diventa particolarmente importante negli sport nei quali il glicogeno rappresenta un substrato determinante o quando un apporto troppo basso di alimenti vegetali impoverisce la varietà della dieta. Anche sazietà e saziamento vanno considerati nel contesto: l’effetto delle proteine può essere utile per controllare l’introito energetico, ma non sostituisce la gestione complessiva di qualità, quantità e distribuzione degli alimenti.

L’effetto sulla massa muscolare dipende inoltre dal rapporto con l’esercizio. Gli aminoacidi forniscono il materiale necessario, mentre l’allenamento di forza rappresenta lo stimolo che orienta l’adattamento. Senza questo segnale, un elevato apporto proteico non produce da solo gli stessi risultati. Per questo la domanda corretta non è quante più proteine possibile, ma quale quantità sia adeguata all’obiettivo, al livello di attività e alla qualità complessiva dell’alimentazione.

Copertina di Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

Fonte di approfondimento

Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

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