Genetica ed epigenetica
Alimentazione e attività fisica possono modificare l’espressione dei geni?
Sì. Alimentazione e attività fisica possono modificare l’espressione di specifici geni attraverso meccanismi epigenetici, senza cambiare la sequenza del DNA. Nutrienti, composti bioattivi, disponibilità energetica e prodotti che si formano durante preparazione e cottura degli alimenti possono interferire con metilazione, modificazioni degli istoni e microRNA. Alcuni fitochimici, per esempio, sono studiati proprio per la capacità di modulare vie legate a infiammazione, stress ossidativo e proliferazione cellulare.
L’esercizio fisico produce a sua volta segnali capaci di modificare l’attività genica in tessuti come il muscolo scheletrico e di intervenire su processi metabolici, infiammatori e di adattamento. Intensità, durata e tipologia dello stimolo possono determinare risposte differenti, così come differiscono le risposte tra individui. Il concetto fondamentale è che dieta e movimento non “riscrivono” i geni: modificano il contesto nel quale determinate informazioni vengono attivate, ridotte o silenziate. È proprio questa plasticità a rendere lo stile di vita rilevante nella prevenzione e nell’adattamento, soprattutto per le condizioni complesse nelle quali genetica e ambiente concorrono insieme al fenotipo.
Sì, ed è proprio questo uno dei punti che rendono l’epigenetica così rilevante per lo stile di vita. Nutrienti, disponibilità energetica, stress ossidativo, segnali ormonali e contrazione muscolare rappresentano stimoli capaci di attivare vie intracellulari che arrivano fino al nucleo e modificano il modo con cui determinati geni vengono espressi. Nel muscolo, per esempio, l’esercizio produce segnali meccanici e metabolici che richiedono un adattamento: cambiano la sintesi di proteine, l’attività mitocondriale, il metabolismo dei substrati e numerosi altri processi.
L’alimentazione interviene attraverso meccanismi differenti. Alcuni nutrienti forniscono gruppi chimici o cofattori utilizzati nei processi di metilazione e modificazione degli istoni; altri composti bioattivi possono influenzare enzimi e vie di segnalazione. Anche l’effetto sul microbiota aggiunge un ulteriore livello, perché i metaboliti prodotti dai batteri intestinali possono raggiungere altri tessuti e partecipare alla regolazione cellulare. Il risultato non va interpretato come la possibilità di “accendere i geni buoni e spegnere quelli cattivi” con un singolo alimento o esercizio. Le modificazioni dipendono da dose, durata, tessuto, età e condizioni individuali. Il messaggio più corretto è che il patrimonio genetico non opera in isolamento: gli stimoli ambientali possono modulare il modo con cui viene utilizzato, e attività fisica e nutrizione sono tra gli stimoli più costanti della vita quotidiana.
Fonte di approfondimento
Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico
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