Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Caffeina · Genetica

Perché alcune persone rispondono molto alla caffeina e altre quasi per nulla?

La risposta alla caffeina è uno degli esempi più evidenti di variabilità individuale nell’integrazione sportiva. Due persone possono assumere la stessa dose per chilogrammo e ottenere effetti molto diversi: una migliora la prestazione senza fastidi, l’altra avverte ansia, tachicardia o insonnia, una terza percepisce poco o nulla. La differenza dipende dall’interazione tra genetica, abitudine, sesso, stato di allenamento, sonno e contesto.

Il gene CYP1A2 è particolarmente importante perché codifica per un enzima epatico responsabile della maggior parte del metabolismo della caffeina. Alcune varianti sono associate a un metabolismo più rapido, altre a un’eliminazione più lenta. I soggetti con genotipo AA vengono descritti come metabolizzatori più rapidi e in alcuni studi mostrano benefici ergogenici più marcati. Nei metabolizzatori lenti la caffeina può rimanere in circolo più a lungo e aumentare la probabilità di effetti indesiderati.

ADORA2A riguarda invece uno dei principali recettori dell’adenosina. Le sue varianti possono modificare la sensibilità neurocomportamentale alla caffeina. Alcuni soggetti, per esempio, risultano più predisposti ad ansia e disturbi del sonno anche con dosi non particolarmente elevate. Ciò dimostra che non basta sapere quanto rapidamente una sostanza viene eliminata: conta anche come il cervello risponde alla sua presenza.

L’uso abituale aggiunge un altro livello. Un consumatore quotidiano sviluppa tolleranza e può avere bisogno di una dose maggiore per percepire lo stesso stimolo, mentre un non utilizzatore può reagire fortemente a quantità basse. Il ciclo mestruale, i contraccettivi, il fumo, alcuni farmaci e lo stato di salute possono modificare ulteriormente l’emivita.

Per questo parlare di “dose perfetta” di caffeina ha poco senso. Il range 3–6 mg/kg è un riferimento di ricerca, non una prescrizione identica per tutti. La risposta personale va costruita in allenamento, partendo da quantità moderate e osservando prestazione, sonno, ansia, frequenza cardiaca e tolleranza gastrointestinale.

Copertina di Creatina e caffeina: uso e applicazioni pratiche nella performance atletica

Fonte di approfondimento

Creatina e caffeina: uso e applicazioni pratiche nella performance atletica

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