Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Creatina · Cognizione

La creatina può migliorare attenzione e prestazioni cognitive, soprattutto in caso di poco sonno?

La creatina partecipa alla gestione dell’energia anche nel cervello, dove il sistema creatina–fosfocreatina contribuisce a mantenere la disponibilità di ATP quando la richiesta metabolica aumenta. Questo diventa particolarmente interessante nelle condizioni in cui il sistema nervoso è sottoposto a stress energetico, come deprivazione di sonno, veglia prolungata o ipossia.

In soggetti sani sottoposti a 24 ore di privazione del sonno, un protocollo di 20 g al giorno per sette giorni ha attenuato il rallentamento dei tempi di reazione e sostenuto meglio le funzioni esecutive rispetto al placebo. Un successivo lavoro ha osservato una maggiore stabilità cognitiva anche dopo 36 ore di veglia. L’effetto è coerente con l’idea che aumentare la disponibilità dei fosfageni cerebrali possa fornire una sorta di riserva energetica quando la normale efficienza cognitiva viene messa sotto pressione.

È stata studiata anche una singola dose molto elevata, circa 0,35 g/kg, prima di una lunga privazione del sonno. In quel contesto sono aumentati fosfocreatina e ATP cerebrali e sono migliorate velocità cognitiva e memoria di lavoro, con un effetto massimo alcune ore dopo l’assunzione e benefici protratti per diverse ore. Non è però un protocollo da trasformare automaticamente in una raccomandazione quotidiana: utilizza quantità molto superiori alle normali dosi sportive e nasce per condizioni sperimentali specifiche.

La creatina ha mostrato capacità di preservare alcune funzioni cognitive anche in condizioni di ipossia, situazione che aumenta lo stress energetico cerebrale. Il filo comune è quindi meno “stimolazione” e più disponibilità energetica. A differenza della caffeina, la creatina non agisce principalmente aumentando l’arousal o bloccando la sensazione di sonno.

Va chiarito un limite fondamentale: nessun integratore sostituisce il sonno. La creatina può attenuare parte del calo cognitivo quando la perdita di sonno è inevitabile, ma non elimina gli altri effetti fisiologici della deprivazione. Il suo interesse riguarda il supporto alla bioenergetica cerebrale, non la possibilità di rendere superfluo dormire.

Copertina di Creatina e caffeina: uso e applicazioni pratiche nella performance atletica

Fonte di approfondimento

Creatina e caffeina: uso e applicazioni pratiche nella performance atletica

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