Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Cardio · Dimagrimento

HIIT o cardio a ritmo costante: quale è migliore per dimagrire?

HIIT e cardio a ritmo costante non sono due squadre tra cui scegliere un vincitore assoluto. Sono strumenti differenti, con costi fisiologici differenti, e possono entrambi contribuire al controllo del peso se inseriti in un programma coerente con alimentazione, livello di allenamento e capacità di recupero.

L’HIIT alterna fasi brevi ad alta intensità a periodi di recupero attivo. Proprio l’intensità consente di ottenere un forte stimolo cardiovascolare e metabolico in tempi relativamente ridotti. È una modalità interessante per soggetti già allenati, perché può migliorare la capacità di sostenere lavori intensi e rappresenta una soluzione efficiente quando il tempo è limitato. Non va però dimenticato il prezzo dello stimolo: le fasi ad alta intensità impongono un carico cardiaco e muscolare importante. Non è quindi il protocollo più logico da proporre a chi parte da una condizione sedentaria, è fortemente sovrappeso o non possiede ancora una base di allenamento.

Lo steady state training mantiene invece un’intensità relativamente stabile, indicativamente nell’area del 60–80% della frequenza cardiaca massima. La seduta dura normalmente più a lungo, ma è più controllabile e tollerabile. Può offrire vantaggi cardiorespiratori e metabolici con un rischio inferiore e si presta bene a principianti, persone in sovrappeso, soggetti più anziani o semplicemente a giornate in cui non serve aggiungere altro stress ad allenamenti già impegnativi.

Per il dimagrimento conta soprattutto l’insieme del dispendio energetico e la sostenibilità del programma nel tempo. Un protocollo teoricamente più intenso non è superiore se viene eseguito male, provoca recuperi eccessivi o viene abbandonato dopo due settimane. Allo stesso modo, il cardio moderato non è “inutile” perché durante trenta minuti non produce la stessa sensazione di fatica di un HIIT.

La soluzione più razionale può perfino essere alternarli. L’HIIT può rappresentare uno stimolo specifico in alcune sedute, mentre il lavoro continuo permette di accumulare attività senza trasformare ogni allenamento in una prova massimale.

Chi vuole perdere grasso dovrebbe quindi diffidare della domanda “quale brucia di più?”. Il corpo non valuta il metodo dal nome scritto sulla scheda. Risponde alla dose totale di lavoro, all’intensità, alla frequenza, al recupero e soprattutto alla capacità di mantenere nel tempo un bilancio energetico coerente con l’obiettivo.

Copertina di A scuola di fitness

Fonte di approfondimento

A scuola di fitness

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