Allenamento · Stretching
Fare stretching prima di allenarsi con i pesi è utile o può peggiorare la prestazione?
Dipende da quale stretching si esegue, da quanto dura e soprattutto da quale attività deve seguire. L’idea di iniziare una seduta con lunghi allungamenti statici, magari su muscoli ancora freddi, confonde due obiettivi diversi: riscaldamento e miglioramento della flessibilità.
Il riscaldamento deve aumentare temperatura, perfusione sanguigna e disponibilità funzionale dei tessuti. Lo stretching statico, invece, sottopone il muscolo a una tensione mantenuta e non produce gli stessi effetti. Se effettuato a freddo non rappresenta quindi un buon modo per prepararsi a una seduta con sovraccarichi. Inoltre, un allungamento statico intenso e prolungato immediatamente prima di esercizi di forza, potenza o esplosività può ridurre temporaneamente la capacità di esprimere la prestazione desiderata.
Questo non significa che lo stretching sia inutile. Una buona mobilità è determinante per eseguire molti esercizi correttamente e con un ROM adeguato. In alcune discipline la flessibilità è perfino una condizione indispensabile per realizzare il gesto tecnico: basta pensare a movimenti che richiedono una notevole escursione dell’anca o della spalla. Una mobilità insufficiente può costringere il corpo a compensazioni, peggiorare la tecnica e rendere meno efficace l’intero allenamento.
La collocazione dello stretching va quindi scelta con logica. Può essere inserito al termine della seduta, quando la muscolatura è già calda, oppure dedicato a sessioni specifiche, soprattutto se l’obiettivo è produrre un miglioramento stabile della mobilità. Il testo propone, come riferimento, anche 10–15 minuti dopo il lavoro per i distretti maggiormente sollecitati.
Prima dei pesi, invece, è preferibile un riscaldamento generale seguito da esercizi specifici e movimenti progressivi coerenti con ciò che si farà nella parte centrale della seduta. Se esistono esigenze particolari di mobilità, si possono utilizzare strategie mirate senza trasformare la fase preparatoria in una lunga seduta di stretching statico.
Il punto non è quindi stabilire se “stretching sì” o “stretching no”, ma evitare di attribuirgli una funzione che non ha. È uno strumento utile per la mobilità; non è automaticamente un riscaldamento e, se usato male immediatamente prima di una prestazione di forza, può perfino essere controproducente.
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