Esercizi · Pettorali
Come eseguire correttamente la panca piana limitando stress a spalle e gomiti?
La panca piana è un esercizio semplice solo in apparenza. Una buona esecuzione non consiste nel “portare il bilanciere al petto e risalire”, ma nel creare una posizione stabile che consenta a pettorali, deltoide anteriore e tricipiti di lavorare senza trasformare ogni ripetizione in una prova per spalle e gomiti.
La presa dovrebbe essere scelta in modo che, quando il bilanciere è vicino allo sterno, gli avambracci risultino perpendicolari al terreno. Una presa troppo stretta aumenta l’intervento del tricipite e può creare maggiore stress su gomiti e polsi; una presa eccessivamente larga riduce il ROM e aumenta il carico articolare sulla spalla. La larghezza corretta non è quindi un numero valido per tutti, ma dipende anche dalle proporzioni individuali.
I piedi dovrebbero restare in appoggio e i glutei sulla panca. Sollevare le gambe con l’idea di “proteggere la schiena” elimina stabilità e può aumentare il rischio di perdere l’equilibrio. Se l’appoggio dei piedi risulta scomodo perché la panca è troppo alta, è più sensato utilizzare un piccolo rialzo sotto i piedi.
Un elemento importante per la spalla è la posizione delle scapole: addurle e abbassarle aiuta ad aumentare lo spazio subacromiale e a ridurre lo stress sulla cuffia dei rotatori. Questa posizione può creare un naturale arco dorsale; non va confuso con l’inarcamento esasperato utilizzato per accorciare il movimento o sollevare più peso.
Nella fase concentrica non è necessario “sparare” i gomiti fino al blocco articolare. Una distensione controllata che evita l’iperestensione terminale riduce sollecitazioni inutili. Anche la discesa dovrebbe essere sufficientemente ampia senza trasformarsi in un prestiramento forzato, soprattutto in soggetti con arti molto lunghi.
Infine, se il carico obbliga a fermare il bilanciere molti centimetri sopra il torace, a far rimbalzare la barra o a sollevare i glutei, non è la panca a essere diventata più efficace: è il peso a essere diventato eccessivo rispetto alla capacità di eseguire l’esercizio.
Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.