Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Allenamento · Biomeccanica

Che differenza c’è tra esercizi a catena cinetica aperta e chiusa?

La differenza riguarda soprattutto ciò che accade all’estremità del segmento corporeo coinvolto. In un esercizio a catena cinetica aperta il segmento terminale è libero di muoversi: la leg extension è l’esempio più immediato, perché il piede e la gamba si spostano liberamente contro la resistenza. In un esercizio a catena chiusa il segmento terminale incontra invece un vincolo o una resistenza che modifica l’intera organizzazione del gesto: lo squat ne è un esempio classico.

Questa distinzione non serve per stabilire che un gruppo sia “buono” e l’altro “cattivo”. Le due modalità hanno caratteristiche diverse e possono essere utili per finalità differenti. Gli esercizi a catena chiusa coinvolgono normalmente più articolazioni e più muscoli, richiedono stabilizzazione e hanno quindi una maggiore affinità con movimenti complessi e con molte esigenze della preparazione atletica.

Gli esercizi a catena aperta permettono invece una sollecitazione più selettiva di un distretto. Proprio per questo possono trovare spazio nel lavoro di muscolazione o in programmi nei quali si vuole controllare con precisione la resistenza applicata a un singolo movimento.

Un aspetto interessante riguarda il ginocchio. In movimenti multiarticolari come lo squat, l’attivazione contemporanea di quadricipite e ischiocrurali contribuisce a gestire le forze di taglio. Nella leg extension, invece, il contenimento dello scivolamento anteriore della tibia ricade in misura maggiore sulle strutture legamentose, in particolare sul legamento crociato anteriore. Questo non rende automaticamente la leg extension un esercizio pericoloso: significa che carico, escursione e condizioni individuali devono essere scelti con criterio.

La biomeccanica serve proprio a evitare classificazioni infantili del tipo “questo esercizio fa male, questo no”. Ogni movimento produce forze sulle articolazioni; il problema è la loro entità, come vengono distribuite e se il soggetto possiede i requisiti per gestirle. La scelta tra catena aperta e chiusa dovrebbe quindi dipendere dall’obiettivo e dalle caratteristiche della persona, non da una moda.

Copertina di A scuola di fitness

Fonte di approfondimento

A scuola di fitness

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