Vigoressia · Exercise addiction
Esiste davvero una dipendenza positiva dall’attività fisica?
L’espressione “dipendenza positiva” è stata utilizzata per descrivere una relazione molto regolare e importante con l’attività fisica che, nonostante l’impegno elevato, continua a migliorare la vita anziché restringerla. È una definizione che può sembrare contraddittoria, perché il termine dipendenza richiama normalmente qualcosa di negativo, ma serve a distinguere la costanza salutare dalla compulsione.
Una persona può sentire di stare meglio quando si allena, usare l’attività per gestire lo stress, mantenere sotto controllo alcuni parametri di salute e organizzare con piacere una parte della giornata intorno allo sport. Se conserva interessi, relazioni, capacità di riposo e flessibilità, questa abitudine non ha le caratteristiche della dipendenza negativa.
La situazione cambia quando l’attività assume un ruolo prioritario su tutto il resto. La persona non si allena più perché lo desidera, ma perché sente di doverlo fare. Aumenta progressivamente frequenza, durata o intensità per ottenere lo stesso appagamento; diventa irritabile se deve saltare una seduta; continua anche in presenza di infortunio; entra in conflitto con lavoro, amici o famiglia.
La differenza sta quindi meno nella quantità assoluta di esercizio e più nelle conseguenze. Un’ora al giorno può essere una piacevole routine oppure un obbligo vissuto con ansia. Allo stesso modo un atleta può allenarsi molto più di un’ora perché il suo progetto lo richiede e mantenere comunque un rapporto sano, se programma il recupero e accetta i limiti.
Una relazione positiva con lo sport dovrebbe aumentare autonomia, benessere e competenza. Una relazione negativa riduce progressivamente le possibilità: non si può viaggiare, non si può cambiare programma, non si può riposare, non si può accettare una giornata diversa.
Per questo è più utile osservare se l’attività fisica è ancora al servizio della persona. Se aiuta a vivere meglio, resta una risorsa. Quando invece la persona è costretta a servire la propria routine di allenamento, anche una pratica nata con le migliori intenzioni può essersi trasformata in dipendenza.
Fonte di approfondimento
Vigoressia: quando il fitness diventa ossessione
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