Vigoressia · Exercise addiction
Come può una normale passione per lo sport trasformarsi gradualmente in dipendenza?
La trasformazione raramente avviene da un giorno all’altro. In genere si parte da un’attività ricreativa: ci si allena perché è piacevole, perché fa sentire meglio o perché si desidera migliorare. I risultati positivi rinforzano il comportamento e aumentano la motivazione. Fin qui non c’è nulla di problematico.
In una fase successiva l’attività può diventare più importante e iniziare a interagire maggiormente con l’umore. La persona scopre che allenarsi riduce stress, ansia o frustrazione e tende quindi a usare il movimento come risposta sempre più automatica alle difficoltà. Possono comparire piccoli infortuni o episodi in cui si continua nonostante la stanchezza.
La terza fase è più problematica: la giornata viene organizzata rigidamente in funzione dell’allenamento e compaiono conseguenze sociali o fisiche. Si rinunciano ad altri interessi, si modificano gli orari di lavoro, si riducono le occasioni con amici e famiglia. Il carico aumenta e il riposo diventa difficile da accettare.
Nella fase di dipendenza vera e propria la vita ruota quasi interamente intorno all’attività. Frequenza, volume e intensità tendono a crescere perché sono necessari per ottenere lo stesso appagamento. Se si è costretti a fermarsi compaiono irritabilità, depressione o forte disagio. Anche gli infortuni non bastano sempre a interrompere la routine.
Il passaggio decisivo è quindi la perdita di funzione originaria. Lo sport nasce per migliorare la vita, poi diventa un mezzo indispensabile per regolare l’umore e infine un obbligo che produce esso stesso problemi.
Riconoscere questa progressione è importante perché nelle fasi iniziali è più semplice intervenire. Inserire recupero, variare le attività, mantenere interessi sociali e accettare che una seduta possa saltare aiuta a preservare la flessibilità.
Il fatto che l’attività fisica sia salutare non la rende immune da un uso disfunzionale. Molte dipendenze comportamentali iniziano da esperienze piacevoli e utili. È il passaggio dal “mi piace farlo” al “devo farlo per stare bene” e infine al “devo farlo anche se mi fa male” a segnare la trasformazione.
Fonte di approfondimento
Vigoressia: quando il fitness diventa ossessione
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