Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Personal trainer · Programmazione

Ogni quanto dovrebbe essere rivisto il mio programma di allenamento?

Non esiste una data universale dopo la quale una scheda “scade”. Cambiarla ogni quattro settimane per abitudine, oppure mantenerla per mesi soltanto perché è stata efficace all’inizio, sono due automatismi opposti ma ugualmente poco ragionati. Un programma dovrebbe essere rivisto quando i dati raccolti, i progressi e la risposta del soggetto indicano che è necessario modificarlo.

L’allenamento produce adattamenti. Proprio perché il corpo si adatta, lo stimolo che inizialmente era adeguato può diventare progressivamente meno efficace. Questo non obbliga però a sostituire tutti gli esercizi. Spesso è sufficiente intervenire su carico, volume, recupero, frequenza o modalità esecutiva. Cambiare continuamente gli strumenti rende perfino più difficile capire se si sta realmente migliorando, perché viene meno un termine di confronto.

Il controllo dovrebbe quindi essere continuo, mentre le revisioni più ampie possono avvenire a intervalli programmati. Il diario di allenamento è molto utile perché permette di osservare carichi, ripetizioni, sensazioni, risultati e difficoltà. A questi dati si possono affiancare misurazioni antropometriche o test funzionali quando pertinenti all’obiettivo. Il criterio non è accumulare numeri, ma poter confrontare il punto di partenza con la situazione raggiunta.

Anche la qualità dell’esecuzione fornisce informazioni. Se un carico aumenta ma il gesto peggiora, non si può considerare automaticamente il dato come un progresso. Se invece la stessa prestazione viene ottenuta con maggiore controllo, oppure il cliente riesce a sostenere un volume superiore senza perdita di tecnica, il programma sta producendo adattamenti che vanno considerati.

È inoltre possibile che una scheda debba essere modificata prima del previsto: cambiamenti negli orari, periodi di stress, interruzioni, comparsa di fastidi, nuove esigenze o una disponibilità diversa di attrezzature possono rendere poco praticabile ciò che sulla carta era corretto. Programmare significa prevedere una direzione, non irrigidire il percorso.

Il momento giusto per rivedere l’allenamento è quindi quello in cui la verifica indica che lo stimolo deve evolvere. Un buon trainer non cambia la scheda per stupire il cliente e non la conserva per comodità: osserva gli effetti, confronta i dati e modifica ciò che serve, lasciando invariato ciò che continua a funzionare.

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