Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Valutazione · Recupero cardiaco

La velocità con cui la frequenza cardiaca scende dopo lo sforzo dice qualcosa sul mio stato di forma?

Sì, la capacità della frequenza cardiaca di tornare verso valori più bassi dopo lo sforzo può fornire un’indicazione utile sull’efficienza cardiovascolare e sul recupero. Una persona allenata tende, a parità di condizioni, a gestire meglio il passaggio dal lavoro al recupero rispetto a una persona poco allenata. Il dato non va però trasformato in un giudizio assoluto ottenuto da una singola misurazione.

Durante l’esercizio la frequenza cardiaca aumenta per sostenere la maggiore richiesta di sangue e ossigeno. Quando lo sforzo termina, questa necessità diminuisce e il cuore può progressivamente rallentare. Osservare quanto rapidamente avviene il recupero permette di ottenere una misura semplice e ripetibile, soprattutto se il test viene effettuato con una procedura standardizzata.

Il confronto più interessante è spesso quello con sé stessi. Se la prova viene ripetuta dopo un periodo di allenamento nelle stesse condizioni, una migliore capacità di recupero può rappresentare un segnale di adattamento. È molto più sensato utilizzare il dato in questo modo che confrontare due persone diverse come se età, esperienza, caratteristiche individuali e condizioni del momento non avessero alcun peso.

Occorre inoltre considerare che la frequenza cardiaca può essere influenzata da molti elementi: affaticamento, temperatura, stato emotivo, caffeina, farmaci, qualità del recupero e modalità con cui è stato svolto lo sforzo. Per questo una rilevazione isolata può essere poco rappresentativa. Un test assume maggiore utilità quando viene eseguito sempre nello stesso modo e interpretato insieme agli altri parametri del soggetto.

Per chi frequenta una palestra senza finalità agonistiche, non occorre necessariamente ricorrere a strumenti complessi. Una prova semplice può già essere utile per stabilire un riferimento iniziale e verificare i cambiamenti. Il personal trainer dovrebbe conoscere la procedura, scegliere un test adeguato e soprattutto sapere come utilizzare il risultato nella programmazione.

Anche in questo caso la misurazione non sostituisce un esame medico. Una risposta cardiaca anomala, sintomi durante il recupero o condizioni note richiedono una valutazione sanitaria. Il test di fitness serve a descrivere la risposta funzionale in un contesto appropriato, non a formulare diagnosi.

La frequenza di recupero è quindi un indicatore interessante perché rende visibile un adattamento che spesso non si osserva allo specchio. Migliorare la forma fisica non significa soltanto correre più veloce o sollevare più peso: significa anche diventare più efficienti nel passare dallo sforzo al recupero.

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