Valutazione · Composizione corporea
La plicometria è utile per capire se sto davvero perdendo grasso?
Sì, può essere molto utile, soprattutto perché cerca di valutare ciò che la bilancia da sola non può distinguere: la quota adiposa rispetto al resto della massa corporea. Se una persona perde due chilogrammi, il peso non dice se la variazione riguarda principalmente grasso, acqua o altri compartimenti. La plicometria misura lo spessore del grasso sottocutaneo in punti specifici e, attraverso formule, permette di stimare la composizione corporea.
L’utilità dipende però dalla qualità della misurazione. Il plicometro sembra uno strumento semplice, ma individuare correttamente i punti di repere, afferrare la plica nello stesso modo e applicare la procedura con costanza richiede pratica. Piccole differenze nella tecnica possono produrre variazioni che non corrispondono a veri cambiamenti del corpo. Per questo è preferibile che le misurazioni successive vengano effettuate dallo stesso operatore e in condizioni il più possibile simili.
Il valore maggiore emerge proprio dal confronto nel tempo. Una singola percentuale di grasso può essere interessante, ma due o più rilevazioni effettuate con la stessa metodica mostrano la direzione del cambiamento. Se il peso resta quasi stabile ma le pliche diminuiscono, il quadro può essere molto diverso da quello suggerito dalla bilancia. Allo stesso modo, un rapido calo di peso non accompagnato da una riduzione coerente delle pliche merita una lettura più prudente.
Anche la plicometria conserva un margine di errore. Non misura direttamente tutto il grasso corporeo e utilizza equazioni che stimano la composizione a partire dai dati raccolti. Non ha quindi senso discutere ossessivamente differenze minime come se fossero misure assolute. È più corretto cercare tendenze abbastanza grandi e coerenti da superare la normale variabilità della procedura.
Per chi si allena con i pesi è particolarmente interessante perché il peso può aumentare per effetto della massa muscolare mentre la quantità di grasso diminuisce. In una situazione del genere la bilancia potrebbe far pensare che il programma “non funzioni”, mentre la composizione corporea mostra il contrario.
La plicometria è dunque uno strumento valido se usato con metodo: stessa procedura, operatore competente, misurazioni ripetute e interpretazione insieme agli altri dati. Non elimina l’incertezza, ma offre un’informazione molto più vicina all’obiettivo quando ciò che interessa non è semplicemente pesare meno, bensì modificare il rapporto tra massa adiposa e massa magra.
Fonte di approfondimento
Personal trainer: come sceglierlo, come diventarlo
Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.