Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Personal trainer · Motivazione

Il personal trainer deve limitarsi a correggere gli esercizi o deve anche motivarmi?

Correggere gli esercizi è una parte fondamentale del lavoro, ma da sola non basta. Un programma tecnicamente perfetto che il cliente abbandona dopo poche settimane produce meno risultati di un programma adeguato che viene seguito con continuità. La motivazione non è quindi un elemento decorativo del personal training: incide direttamente sulla possibilità che il percorso venga realmente portato avanti.

Questo non significa che il trainer debba trasformarsi in un animatore, urlare durante ogni serie o distribuire frasi motivazionali. Motivare significa prima di tutto comprendere perché quella persona ha deciso di allenarsi. L’obiettivo dichiarato – dimagrire, aumentare la massa, sentirsi meglio – può nascondere bisogni differenti: desiderio di autonomia, ricerca di sicurezza, miglioramento dell’immagine personale, bisogno di sentirsi parte di un ambiente o semplicemente volontà di ritagliarsi uno spazio per sé. Se il professionista non comprende queste differenze, rischia di utilizzare lo stesso linguaggio con tutti.

La motivazione passa anche attraverso obiettivi realistici. Promettere risultati spettacolari può creare entusiasmo iniziale, ma quando la realtà non segue le aspettative produce frustrazione. È molto più utile costruire traguardi progressivi, verificabili e coerenti con il punto di partenza. Mostrare al cliente un miglioramento concreto – un carico gestito meglio, una maggiore capacità di recupero, una misura che cambia, una seduta completata con minore fatica – rende percepibile il percorso e rafforza l’aderenza.

Un altro compito è rendere comprensibile ciò che si sta facendo. Sapere perché un esercizio è stato scelto o perché in una fase si lavora in un certo modo trasforma il cliente da esecutore passivo a partecipante. La comunicazione diventa quindi parte della motivazione. Anche il diario di allenamento può contribuire, perché rende visibili progressi che altrimenti sarebbero dimenticati.

Naturalmente il trainer non può sostituire la volontà individuale. Il cliente conserva responsabilità, impegni e scelte. Ma un professionista può creare condizioni nelle quali mantenere la costanza diventi più semplice: programma compatibile con la vita reale, obiettivi credibili, feedback, spiegazioni e rapporto basato sulla fiducia. La motivazione efficace non consiste nel trascinare una persona controvoglia; consiste nell’aiutarla a trovare ragioni sufficientemente solide per continuare ad allenarsi anche quando l’entusiasmo iniziale diminuisce.

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Personal trainer: come sceglierlo, come diventarlo

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