Allenamento · Obiettivi
Gli obiettivi estetici sono meno validi degli obiettivi di salute e fitness?
Desiderare un miglioramento estetico non rende l’obiettivo meno legittimo. Molte persone iniziano a frequentare una palestra proprio perché vogliono modificare il proprio aspetto e sarebbe poco realistico fingere che questa motivazione non abbia importanza. Il problema non è voler apparire più muscolosi, più tonici o più magri; nasce quando l’aspetto estetico diventa l’unico criterio di valutazione e spinge verso obiettivi irrealistici o comportamenti contrari al benessere.
Fitness ed estetica possono procedere nella stessa direzione. L’aumento della massa muscolare, la riduzione di un eccesso di grasso corporeo e il miglioramento della postura possono modificare l’aspetto e contemporaneamente produrre adattamenti funzionali. Un programma ben costruito non ha bisogno di scegliere obbligatoriamente tra “bello” e “sano”. Può utilizzare la motivazione estetica come punto di partenza e inserirla in un percorso più ampio di efficienza fisica.
Il trainer deve però aiutare il cliente a definire obiettivi raggiungibili e auspicabili. Non ogni trasformazione desiderata è possibile nella misura immaginata, e non ogni risultato tecnicamente perseguibile è necessariamente opportuno. Una persona già molto magra che vuole continuare a perdere peso, oppure un soggetto che pretende aumenti muscolari estremi in tempi brevissimi, richiede un confronto onesto più che un programma aggressivo.
Anche il modo in cui si misura il successo dovrebbe essere più ampio dello specchio. Migliorare un test, aumentare la capacità di recupero, muoversi meglio, sollevare un carico con maggiore controllo o riuscire a essere costanti sono risultati reali. Inserirli nel percorso aiuta a evitare che ogni settimana venga giudicata soltanto da una fotografia o dal numero sulla bilancia.
L’aspetto motivazionale è importante. Se la ragione principale che porta una persona in palestra è estetica, ignorarla e imporre obiettivi che non sente propri può ridurre l’aderenza. Il compito del professionista è semmai ampliare la prospettiva, spiegando che il corpo non è un oggetto da modellare indipendentemente dal suo funzionamento.
Quindi no: l’obiettivo estetico non è di serie B. Deve però restare dentro un progetto ragionevole, compatibile con la fisiologia e con la salute. Il miglior risultato non è soltanto ottenere un corpo che piace di più, ma costruirlo attraverso abitudini e modalità di allenamento che migliorino anche ciò che quel corpo è capace di fare.
Fonte di approfondimento
Personal trainer: come sceglierlo, come diventarlo
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