Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Falsi miti · Addominali

Esistono davvero gli addominali bassi e si possono allenare separatamente?

La definizione di “addominali bassi” è molto diffusa in palestra, ma dal punto di vista anatomico è fuorviante. Il retto dell’addome è un unico muscolo che si estende lungo la parete anteriore dell’addome. Non esiste una porzione inferiore indipendente che possa essere isolata come se fosse un muscolo diverso dalla parte superiore. La sua attivazione può variare in relazione al gesto e al modo in cui viene eseguito, ma trasformare queste differenze in due muscoli separati porta facilmente a scegliere esercizi sulla base di un presupposto errato.

La confusione nasce anche dalle sensazioni. Alcuni movimenti, soprattutto quelli nei quali si sollevano le gambe o si avvicina il bacino al tronco, possono far percepire maggiormente la regione inferiore dell’addome. Sentire fatica in un’area, però, non dimostra che si stia allenando in modo selettivo una presunta parte “bassa”. In molti di questi esercizi intervengono in modo importante anche i flessori dell’anca, tra cui l’ileopsoas. Se la tecnica è scorretta, si rischia addirittura di aumentare il lavoro di questi muscoli più che quello addominale.

Un altro equivoco frequente collega gli esercizi addominali alla perdita di grasso sulla pancia. Allenare il retto dell’addome può renderlo più forte e contribuire alla stabilità del tronco, ma non induce un dimagrimento localizzato. Fare centinaia di ripetizioni non obbliga l’organismo a utilizzare il grasso depositato sopra il muscolo che sta lavorando. Il dispendio energetico esiste, come in qualsiasi attività, ma la riduzione del tessuto adiposo non può essere indirizzata a comando verso una specifica zona.

La muscolatura addominale ha invece un ruolo funzionale importante. Un tronco ben allenato contribuisce alla gestione della postura e alla stabilizzazione durante numerosi movimenti. Per questo merita un allenamento corretto, non una successione interminabile di ripetizioni eseguite male con l’unico obiettivo di “bruciare la pancia”.

È quindi più utile scegliere esercizi che permettano di controllare il movimento, mantenere una corretta posizione del bacino e limitare compensi dei flessori dell’anca, piuttosto che catalogarli come esercizi per la parte alta o bassa. La sensazione localizzata non è una mappa anatomica. Se l’obiettivo è rendere l’addome più visibile, occorre distinguere due problemi: sviluppare e controllare la muscolatura e ridurre, quando necessario, il grasso corporeo complessivo. Sono processi differenti e richiedono strategie differenti.

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