Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Falsi miti · Terminologia degli esercizi

È corretto chiamare “flessioni” i piegamenti sulle braccia?

Nel linguaggio comune sì, tutti capiscono a quale esercizio ci si riferisce; dal punto di vista tecnico, però, la denominazione è impropria. L’esercizio eseguito con mani appoggiate al suolo, corpo mantenuto allineato e movimento di avvicinamento e allontanamento del tronco dal pavimento è un piegamento sulle braccia, non una flessione.

La differenza non è un capriccio linguistico. Si parla di piegamento quando gli arti passano da un atteggiamento lungo a uno breve mantenendo l’appoggio con le estremità, come avviene con mani o piedi. Nelle flessioni, invece, il movimento avviene senza questo tipo di appoggio delle estremità a un piano o a un attrezzo. Nel piegamento sulle braccia, quindi, il corpo si muove rispetto a un punto di appoggio fisso.

Per l’utente di palestra potrebbe sembrare una precisazione marginale: l’esercizio resta efficace anche se lo si chiama con il nome sbagliato. Ed è vero che un principiante non diventa meno allenato perché usa la parola “flessioni”. Il problema cambia quando l’errore appartiene al linguaggio di un professionista, perché la terminologia è parte della capacità di descrivere correttamente il movimento.

Questo esempio è interessante proprio perché mostra come nel fitness alcune espressioni errate diventino talmente diffuse da sembrare corrette per consuetudine. Lo stesso accade con nomi di muscoli, presunte aree anatomiche o definizioni di esercizi che vengono ripetute per anni senza chiedersi che cosa significhino realmente. Non tutte queste imprecisioni producono danni, ma abituarsi a distinguere i termini aiuta anche a ragionare in modo più preciso.

Il piegamento sulle braccia resta comunque un esercizio valido, che utilizza soprattutto muscolatura pettorale e tricipiti insieme ad altri distretti necessari a mantenere la posizione del corpo. La denominazione corretta non ne cambia l’efficacia; cambia la precisione con cui viene descritto.

Per chi si allena non c’è quindi ragione di preoccuparsi se per anni ha detto “flessioni”. È però utile sapere che, parlando tecnicamente, si tratta di piegamenti. E per chi insegna l’esercizio la precisione assume un valore maggiore: se si pretende di guidare altre persone, conoscere il significato dei termini utilizzati dovrebbe far parte della professionalità, esattamente come conoscere il nome corretto di un attrezzo o di un movimento articolare.

Copertina di Personal trainer: come sceglierlo, come diventarlo

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Personal trainer: come sceglierlo, come diventarlo

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