Valutazione · Resistenza aerobica
Come posso capire se sto migliorando la resistenza aerobica?
Il modo più sensato è utilizzare una prova ripetibile e confrontare il risultato nel tempo, invece di affidarsi soltanto alla sensazione di “avere più fiato”. La percezione è importante, ma può essere influenzata dalla giornata, dalla motivazione e dal tipo di attività. Un test semplice permette di trasformare il miglioramento in un dato osservabile.
Le prove di resistenza e performance aerobica possono essere organizzate in modi diversi: distanza percorsa in un certo tempo, tempo necessario per completare un lavoro prestabilito o stima indiretta di parametri collegati al consumo di ossigeno. Non è indispensabile disporre di un laboratorio. Per il fitness ordinario, un test da campo eseguito correttamente può fornire un riferimento sufficiente.
La condizione fondamentale è la standardizzazione. Se la prima prova viene svolta riposati, su un certo attrezzo e con una determinata modalità, la seconda dovrebbe avvicinarsi il più possibile alle stesse condizioni. Confrontare una corsa all’aperto in una giornata calda con una prova su tapis roulant effettuata dopo una notte di scarso sonno introduce variabili che rendono l’interpretazione meno chiara.
Il miglioramento può apparire in forme differenti. Si può riuscire a percorrere una distanza maggiore nello stesso tempo, sostenere la stessa velocità con minore difficoltà o mostrare un recupero cardiaco più rapido dopo lo sforzo. Anche la frequenza cardiaca può contribuire alla valutazione, purché venga interpretata insieme al carico esterno realmente svolto.
È importante che il test sia adeguato al livello della persona. Non serve sottoporre un principiante a una prova esasperata per dimostrare che è poco allenato. Il test deve fornire informazioni senza trasformarsi in un rischio. Nei soggetti con condizioni mediche o dubbi sull’idoneità allo sforzo, l’indicazione sanitaria viene prima della valutazione prestativa.
Il risultato dovrebbe poi avere una conseguenza sulla programmazione. Se la capacità aerobica migliora, il trainer può modificare progressivamente durata o intensità; se resta invariata, occorre verificare continuità e caratteristiche del lavoro. Misurare senza prendere decisioni serve poco.
Per un utente medio della palestra può bastare scegliere una prova semplice, registrarla nel diario e ripeterla periodicamente. Il miglioramento della resistenza non è necessariamente spettacolare da una settimana all’altra, ma diventa evidente quando il confronto viene fatto con metodo. La vera domanda non è “oggi mi sento in forma?”, bensì “a parità di condizioni sono in grado di fare più lavoro o di recuperare meglio rispetto a prima?”.
Fonte di approfondimento
Personal trainer: come sceglierlo, come diventarlo
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