Fitness · Spuntini notturni
Svegliarsi di notte per fare uno spuntino proteico può essere un segnale di rapporto disadattivo con fitness e alimentazione?
Svegliarsi intenzionalmente nel corso della notte per mangiare proteine con l’obiettivo di mantenere costantemente attiva la sintesi proteica rappresenta un comportamento molto diverso dal fare uno spuntino serale perché si ha fame. Il punto non è la proteina in sé, ma il sacrificio volontario del sonno e la convinzione che interrompere il riposo sia necessario per non compromettere massa muscolare o risultati.
Nel campione analizzato questa pratica risultava nettamente più frequente tra i soggetti classificati come molto allenati rispetto agli altri gruppi. Inoltre, tra chi dichiarava di effettuare spuntini proteici notturni in modo saltuario o regolare, la percentuale di soggetti con sintomi compatibili con ortoressia risultava superiore rispetto a chi non adottava l’abitudine. Anche qui si tratta di un’associazione e non della dimostrazione che lo spuntino notturno provochi il disturbo, ma il comportamento è particolarmente suggestivo perché rivela la gerarchia delle priorità.
Il sonno rappresenta una componente essenziale del recupero. Decidere di interromperlo deliberatamente per paura del catabolismo significa attribuire a un singolo aspetto nutrizionale un peso superiore a quello dell’intero processo di recupero. È una forma di pensiero tipica delle condotte rigide: un dettaglio viene isolato dal contesto e trasformato in regola assoluta.
Inoltre il comportamento può avere una forte componente imitativa. Un soggetto poco esperto può copiare l’abitudine di una persona molto allenata ritenendo che sia proprio quel rituale a spiegare la sua fisicità. L’adozione iniziale può quindi precedere l’escalation verso atteggiamenti più estremi, soprattutto se ogni nuova regola viene percepita come un ulteriore passo verso la perfezione.
Non è possibile diagnosticare ortoressia o vigoressia perché qualcuno ha fatto qualche volta uno spuntino durante la notte. Tuttavia, se una persona mette regolarmente una sveglia per mangiare, teme di perdere muscolo se salta il pasto, compromette il sonno e organizza la giornata intorno alla continuità dell’apporto proteico, è ragionevole considerare il comportamento un campanello d’allarme. La domanda utile diventa: l’alimentazione sta ancora sostenendo l’allenamento, oppure allenamento e alimentazione stanno iniziando a governare la vita?
Fonte di approfondimento
Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione
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