Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Salute · Conseguenze fisiche

Quali conseguenze fisiche può avere un’ortoressia protratta nel tempo?

Le conseguenze fisiche dipendono da quanto la dieta diventa restrittiva, da quali alimenti vengono esclusi, dalla durata del comportamento e dalle condizioni individuali. Non esiste quindi un unico profilo. Il principio comune è però semplice: una condotta nata con l’obiettivo di proteggere la salute può finire per comprometterla attraverso malnutrizione, perdita di peso, carenze e squilibri.

Tra le alterazioni descritte figurano anemia, riduzione della massa ossea fino all’osteopenia, alterazioni elettrolitiche come l’iponatriemia, bradicardia, deficit ormonali e riduzione del testosterone, pancitopenia, acidosi metabolica e più generali condizioni di malnutrizione. Non significa che ogni persona con ortoressia sviluppi tutte queste complicanze, ma mostra quanto la restrizione possa diventare clinicamente importante.

Le testimonianze raccolte in esperienze di persone con comportamenti ortoressici descrivono inoltre stanchezza persistente, fragilità, perdita di capelli, vertigini, alterazioni del ciclo mestruale, riduzione del desiderio sessuale e aritmie. Questi segnali possono comparire dopo un periodo nel quale la persona si è sentita apparentemente meglio, rendendo ancora più difficile collegare il problema alla dieta adottata.

Il ritardo con cui compaiono i sintomi è infatti un elemento ingannevole. L’organismo possiede riserve e capacità di adattamento; una carenza non deve necessariamente manifestarsi dopo pochi giorni. Per mesi o anni la persona può interpretare l’assenza di conseguenze come prova della correttezza delle proprie scelte. Nel frattempo il comportamento si consolida e diventa sempre più difficile da modificare.

A questo si aggiunge il rischio legato alla monotonia. Consumare ripetutamente pochi alimenti può aumentare l’esposizione a specifici contaminanti o sostanze presenti in quei prodotti, anche quando le quantità normali non costituiscono un problema. Ancora una volta la questione non è demonizzare il singolo alimento, ma comprendere gli effetti della ripetizione esasperata.

Quando compaiono segni fisici, la priorità diventa valutare e correggere gli squilibri nutrizionali senza ignorare la componente psicologica. Ripristinare nutrienti o peso senza affrontare le regole che hanno prodotto la restrizione rischia di ottenere un miglioramento temporaneo. La salute va recuperata insieme alla capacità di mangiare in modo sufficientemente vario, flessibile e compatibile con la vita quotidiana.

Copertina di Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione

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Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione

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