Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Alimentazione · Prodotti biologici

Preferire alimenti biologici è un comportamento salutare oppure può diventare un’ossessione?

Preferire prodotti biologici non è di per sé un comportamento patologico. Le ragioni possono essere numerose e perfettamente compatibili con una scelta consapevole: sostenere produzioni locali, ridurre alcuni impatti ambientali, privilegiare filiere considerate più rispettose, limitare gli sprechi o semplicemente scegliere prodotti che si apprezzano maggiormente. Ancora una volta il problema non è la preferenza, ma ciò che accade quando la preferenza diventa paura.

La linea cambia quando tutto ciò che non porta l’etichetta BIO viene percepito come necessariamente pericoloso, contaminato o nutrizionalmente inferiore; quando si arriva a evitare pasti fuori casa perché non è possibile controllare la provenienza degli ingredienti; quando si spendono cifre sproporzionate rispetto alle proprie possibilità pur di rispettare la regola; oppure quando il timore verso pesticidi e sostanze chimiche assorbe una quota crescente di attenzione quotidiana.

Due convinzioni vengono indicate come particolarmente capaci di sostenere questa deriva: l’idea di una netta superiorità nutrizionale dei prodotti biologici e il timore che gli alimenti convenzionali contengano sistematicamente quantità pericolose di pesticidi. Le revisioni e i dati riportati non supportano una superiorità nutrizionale sostanziale capace di tradursi automaticamente in benefici per la salute, mentre i controlli ufficiali citati mostrano una percentuale limitata di campioni irregolari per residui di fitosanitari.

Questo non significa che ogni prodotto convenzionale sia identico a ogni prodotto biologico, né che le scelte ambientali siano irrilevanti. Significa evitare un passaggio logico scorretto: da “preferisco questa modalità produttiva” a “l’altra modalità mi farà ammalare”. È proprio questa trasformazione della preferenza in minaccia che può alimentare l’ortoressia.

Un criterio pratico è osservare la libertà di scelta. Se una persona cerca il biologico quando è disponibile ma riesce a mangiare serenamente anche in sua assenza, la preferenza resta tale. Se l’assenza del prodotto considerato puro produce ansia, rinunce, isolamento o sensi di colpa, il rapporto è cambiato. La salute non si misura dalla capacità di controllare ogni dettaglio della filiera: una scelta alimentare può essere attenta senza diventare totalizzante.

Copertina di Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione

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Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione

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