Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Fitness · Meal prep e integratori

Portare sempre i pasti da casa e usare molti integratori significa essere ortoressici?

No. Portare il pranzo da casa può essere una soluzione pratica, economica e perfettamente compatibile con una vita normale. Anche l’uso di uno o più integratori, quando esiste una ragione concreta e viene effettuato in modo appropriato, non rappresenta di per sé un segnale di ortoressia. Il significato cambia quando questi comportamenti diventano indispensabili, rigidi e associati a paura o disagio se non possono essere rispettati.

La meal preparation diventa sospetta non perché viene fatta, ma quando l’intera vita deve adattarsi ad essa. Se una persona prepara i pasti per il lavoro ma è capace di mangiare al ristorante, partecipare a una cena o modificare il proprio programma senza particolare ansia, la condotta è semplicemente organizzativa. Se invece il cibo deve essere sempre pesato, preparato personalmente e trasportato anche in vacanza o nelle occasioni conviviali perché tutto ciò che sfugge al controllo è percepito come pericoloso, la funzione del comportamento è diversa.

Lo stesso vale per gli integratori. Nel campione studiato, i soggetti molto allenati dichiaravano più frequentemente di utilizzare numerosi prodotti contemporaneamente. Il dato, da solo, non permette una diagnosi, ma è interessante perché può riflettere una crescente centralità attribuita all’alimentazione e alla supplementazione nel raggiungimento del risultato. L’integratore smette di essere un eventuale supporto e diventa parte di un rituale, spesso insieme a una dieta sempre più monotona.

Un campanello d’allarme ulteriore è la sostituzione progressiva del cibo comune con prodotti percepiti come più controllabili: polveri, barrette, bevande, alimenti funzionali, preparazioni industriali specificamente rivolte al fitness. Paradossalmente la ricerca di purezza può portare verso una dieta sempre più artificiale e meno variata.

Per valutare il comportamento bisogna quindi osservare la domanda che sta dietro all’azione: “Lo faccio perché mi è utile” oppure “devo farlo, altrimenti mi sento in colpa, temo di perdere risultati o penso di danneggiare la salute”? È questa differenza, più del numero di contenitori o di integratori presenti nella borsa, a indicare se l’organizzazione rimane uno strumento oppure è diventata un vincolo.

Copertina di Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione

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Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione

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