Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Regimi alimentari · Macrobiotica

Perché un’alimentazione macrobiotica può favorire un rapporto rigido con il cibo?

L’elemento critico non è la presenza di verdure o cereali integrali, che naturalmente non rappresentano un problema, ma la struttura complessiva del sistema quando gli alimenti vengono classificati secondo proprietà attribuite in base a principi filosofici e non in rapporto alle loro reali caratteristiche nutrizionali. La dieta macrobiotica nasce con l’obiettivo di ricercare un equilibrio tra yin e yang e applica questa lettura anche alla scelta e alla preparazione dei cibi.

Da qui deriva una serie articolata di inclusioni ed esclusioni. La base è costituita soprattutto da cereali integrali e verdure, con una forte limitazione dei prodotti animali e l’esclusione di numerosi alimenti industriali. Ma vengono eliminate anche specifiche verdure, spezie, dolcificanti, zucchero, alcune tipologie di sale, caffè, cioccolato e frutta tropicale. Il problema, nella prospettiva dell’ortoressia, emerge quando questa classificazione viene assunta come verità assoluta e la deviazione viene percepita come minaccia alla salute o alla propria armonia.

Un sistema alimentare molto codificato può risultare particolarmente attraente per chi cerca certezze nette: questo sì, quello no; questo favorisce l’equilibrio, quello lo compromette. La semplicità apparente delle regole riduce l’incertezza, ma può aumentare la rigidità. Se una persona possiede già tratti perfezionistici o un forte bisogno di controllo, il cibo rischia così di diventare un mezzo attraverso il quale organizzare non soltanto l’alimentazione, ma l’intera giornata.

È per questa ragione che la macrobiotica compare in diversi studi tra i regimi associati a una maggiore presenza di comportamenti ortoressici. L’associazione non significa causalità: moltissime persone possono seguire un modello macrobiotico senza sviluppare alcun disturbo. Allo stesso modo una persona predisposta può diventare ortoressica seguendo una dieta completamente diversa.

La domanda utile resta sempre la stessa: la regola alimentare è uno strumento oppure è diventata un vincolo? Se permette di mangiare con serenità, adattarsi alle circostanze e mantenere una vita sociale, siamo su un piano differente rispetto a quando la necessità di rispettarla genera paura, colpa, isolamento e un progressivo restringimento delle possibilità. È in questo passaggio che un orientamento dietetico può trasformarsi nel contenitore ideale di un comportamento disadattivo.

Copertina di Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione

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Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione

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