Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Regimi alimentari · Gruppi sanguigni

Perché la dieta dei gruppi sanguigni può attirare chi cerca regole alimentari molto rigide?

Perché offre una spiegazione semplice, individualizzata e apparentemente biologica a un problema estremamente complesso: come dovremmo mangiare per restare in salute. L’idea che il gruppo sanguigno stabilisca quali cibi siano adatti e quali dannosi crea un sistema immediatamente comprensibile, con confini netti e regole che sembrano costruite su misura. Proprio questo tipo di certezza può risultare molto seducente per chi vive con difficoltà l’incertezza e cerca nel cibo uno strumento di controllo.

Il presupposto del regime è che specifici componenti degli alimenti possano interagire con i gruppi sanguigni producendo reazioni assimilate a una risposta antigenica. Il problema è che i meccanismi dei gruppi sanguigni riguardano la presenza di antigeni sulla superficie dei globuli rossi e hanno un ruolo ben definito, ad esempio nella compatibilità trasfusionale. Trasferire questo sistema direttamente alla digestione degli alimenti non trova il supporto scientifico necessario.

Da qui nasce una situazione particolarmente interessante per comprendere l’ortoressia: una regola può apparire scientifica perché utilizza termini biologici reali, pur costruendo su quei termini conclusioni che non ne derivano. Per la persona che cerca certezze questo linguaggio può essere sufficiente a conferire autorevolezza alla dieta. Una volta accettato il principio, ogni alimento viene inserito in una categoria e il comportamento diventa facile da sorvegliare: consentito o vietato.

Il rischio ortoressico non consiste comunque nel provare per un periodo questo regime. Compare quando la classificazione diventa rigida, quando cresce la paura degli alimenti ritenuti incompatibili, quando si attribuiscono a una deviazione conseguenze sproporzionate o quando la dieta inizia a compromettere varietà e vita sociale.

È anche possibile che una persona riferisca un miglioramento dopo aver adottato uno schema del genere. Questo non dimostra automaticamente la correttezza del meccanismo proposto: una maggiore attenzione al cibo o una riduzione dell’introito energetico possono produrre effetti percepiti come positivi indipendentemente dal gruppo sanguigno. Confondere il miglioramento con la validazione della teoria è proprio uno dei passaggi che può rendere più difficile mettere in discussione le regole. Una dieta diventa pericolosamente convincente quando ogni risultato positivo la conferma e ogni dato contrario viene semplicemente ignorato.

Copertina di Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione

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Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione

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