Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Social network · Immagini e confronto

Perché i social basati sulle immagini possono incidere sul rapporto con cibo e corpo?

Perché l’immagine rende immediato il confronto. Un testo richiede tempo per essere letto e interpretato; una fotografia di un corpo molto definito, di un pasto perfettamente composto o di una trasformazione fisica comunica in pochi secondi un modello desiderabile. Quando questo tipo di contenuto viene ripetuto continuamente, può contribuire a costruire l’impressione che determinati corpi e determinati comportamenti siano molto più comuni di quanto realmente siano.

L’analisi riportata sull’uso di Instagram ha individuato una relazione tra maggiore utilizzo della piattaforma e maggiore presenza di sintomi ortoressici. Il dato viene interpretato con cautela: un’associazione non dimostra automaticamente che sia il social a produrre il disturbo. È possibile anche che persone già molto interessate a cibo e salute utilizzino più intensamente quel tipo di piattaforma. Resta però plausibile un meccanismo di rinforzo reciproco.

Le immagini di alimenti e corpi si prestano inoltre alla costruzione di una narrazione semplificata. Un piatto visivamente impeccabile può diventare simbolo di salute; un fisico scolpito può essere interpretato come prova che quella dieta funzioni. Viene così saltato tutto ciò che non è visibile: storia personale, genetica, quantità complessive, eventuali comportamenti estremi, uso di sostanze, condizioni psicologiche e sostenibilità nel lungo periodo.

Il confronto sociale rappresenta un ulteriore passaggio. Se l’utente vede quotidianamente persone che sembrano più disciplinate, più magre o più muscolose, può percepire le proprie abitudini come insufficienti e irrigidirle. Il bisogno di pubblicare a propria volta risultati e pasti perfetti può trasformare l’alimentazione in una performance da mostrare.

Non sarebbe corretto concludere che utilizzare Instagram o altri social provochi ortoressia. La maggioranza degli utenti non sviluppa un disturbo e gli stessi strumenti possono ospitare divulgazione di qualità. Il punto è riconoscere che un ambiente basato su immagini selezionate, confronto continuo e personalizzazione dei contenuti può amplificare vulnerabilità preesistenti. Se l’uso dei social aumenta ansia, senso di inadeguatezza e bisogno di controllare il cibo, il problema non è più soltanto ciò che si vede sullo schermo, ma ciò che quel contenuto comincia a modificare nella vita quotidiana.

Copertina di Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione

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Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione

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