Regimi alimentari · Paleodieta
La paleodieta può diventare un terreno favorevole all’ortoressia?
Può diventarlo in alcuni soggetti, ma non perché la semplice scelta di una paleodieta equivalga a un disturbo. Il possibile rischio nasce dalla combinazione tra regole molto selettive, promessa di benefici ampi e atteggiamento assolutistico. Quando un modello dietetico viene proposto come ritorno a un’alimentazione “naturale” capace di prevenire o risolvere numerose patologie, la distanza tra preferenza alimentare e convinzione salvifica può ridursi rapidamente in una persona predisposta.
Uno dei limiti concettuali evidenziati è l’idea che nel Paleolitico esistesse un unico regime alimentare ben definito da riprodurre oggi. In realtà le modalità di alimentazione dipendevano dal territorio e dalle risorse disponibili. Inoltre non è possibile isolare l’alimentazione da tutto il resto: attività fisica quotidiana, disponibilità intermittente di cibo, ambiente e caratteristiche della popolazione erano profondamente diversi. Ridurre una condizione di vita complessa a un elenco di alimenti ammessi e vietati significa semplificare un fenomeno molto più ampio.
Sul piano ortoressico conta soprattutto l’eliminazione di interi gruppi alimentari e il modo in cui questa viene difesa. Se il sistema diventa impermeabile a qualsiasi dato contrario, se chi segue altre scelte viene giudicato come inconsapevole o malato, se una minima deviazione viene vissuta come dannosa, la dieta smette di essere soltanto un’organizzazione dell’alimentazione e diventa parte dell’identità personale.
I dati dello studio condotto tra appassionati di fitness sono particolarmente suggestivi: il piccolo gruppo che dichiarava di seguire una paleodieta mostrava una quota molto elevata di risultati positivi all’ORTO-15. Questo dato non autorizza a dire che la paleodieta “causi” ortoressia, anche perché numerosità del sottogruppo e limiti dello strumento impongono cautela. Indica però che, almeno in quell’ambiente, l’associazione merita attenzione.
È possibile prendere da un orientamento paleolitico alcuni principi generali, come ridurre prodotti molto raffinati o aumentare il movimento, senza trasformarli in un credo. La differenza sta nella flessibilità: utilizzare alcuni criteri perché risultano utili è diverso dal credere che esista una sola alimentazione corretta e che tutto ciò che ne esce rappresenti una minaccia.
Fonte di approfondimento
Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione
Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.