Ortoressia · Conseguenze nutrizionali
È possibile sviluppare carenze nutrizionali pur essendo convinti di mangiare in modo molto sano?
Sì, ed è uno dei paradossi centrali dell’ortoressia. Una dieta può essere costruita con l’intenzione di essere perfettamente salutare e diventare, proprio per effetto delle esclusioni, nutrizionalmente povera. Il problema non nasce necessariamente dalla qualità di un singolo alimento, ma dalla progressiva riduzione della varietà e dall’eliminazione sistematica di intere categorie di cibo.
Quando vengono esclusi grassi, cereali, legumi, prodotti animali o qualunque altro gruppo senza una reale necessità e senza un’adeguata compensazione, alcuni nutrienti diventano più difficili da introdurre. All’inizio la persona può non avvertire alcuna conseguenza: l’organismo dispone di riserve e molti deficit richiedono tempo prima di manifestarsi. Questa assenza di sintomi immediati viene facilmente interpretata come conferma che il regime adottato sia corretto.
Nel frattempo la stessa restrizione può produrre una sensazione soggettiva di benessere. Eliminare eccessi precedenti, ridurre spontaneamente l’apporto calorico o sentirsi coerenti con le proprie regole può migliorare temporaneamente alcuni parametri o semplicemente aumentare la percezione di controllo. Il miglioramento iniziale diventa allora una prova, agli occhi della persona, della validità dell’intero sistema, anche quando le regole successive non hanno più una base razionale.
Le conseguenze descritte possono comprendere malnutrizione, perdita di peso, anemia, alterazioni elettrolitiche, riduzione della massa ossea, deficit ormonali e altri problemi legati a un’alimentazione insufficiente o squilibrata. Non tutti i soggetti sviluppano le stesse manifestazioni e la loro gravità dipende dal tipo di restrizione, dalla durata e dalle condizioni individuali.
C’è inoltre un secondo aspetto: una dieta molto monotona non espone soltanto al rischio di assumere troppo poco di alcuni nutrienti, ma anche a quello di introdurre troppo frequentemente le medesime sostanze o contaminanti presenti naturalmente o accidentalmente nei cibi scelti. Il principio utile è quindi opposto alla ricerca di una lista minima di alimenti perfetti. Una dieta varia riduce il rischio che una singola scelta diventi dominante. La salute nutrizionale non si costruisce attraverso l’eliminazione progressiva, ma attraverso adeguatezza, equilibrio e capacità di includere una gamma sufficientemente ampia di alimenti.
Fonte di approfondimento
Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione
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