Ortoressia · Interesse sano
È possibile essere molto interessati all’alimentazione sana senza avere ortoressia?
Sì. Un forte interesse per l’alimentazione non coincide con una condizione patologica e confondere sistematicamente le due cose produce più danni che benefici. Una persona può studiare nutrizione, scegliere con attenzione gli alimenti, praticare sport, pianificare i pasti e attribuire grande importanza alla prevenzione senza che tutto questo comporti ansia, isolamento o perdita di flessibilità.
È proprio per chiarire questa differenza che alcuni strumenti distinguono una forma definita “ortoressia sana” dall’ortoressia nervosa. La prima descrive l’interesse e la motivazione verso un’alimentazione ritenuta salutare; la seconda comprende gli aspetti disadattivi: senso di colpa, preoccupazione persistente, evitamento sociale, punizione e difficoltà a concentrarsi su altro. All’apparenza alcune abitudini possono sembrare simili, ma la loro funzione è diversa.
Pensare che promuovere una buona alimentazione sia pericoloso perché potrebbe generare ortoressia è quindi un errore. Lo stimolo a mangiare meglio non è sufficiente, da solo, a produrre il disturbo. Persone differenti possono reagire allo stesso messaggio in modi differenti a seconda delle caratteristiche personali, della storia precedente, del bisogno di controllo e di altri fattori psicologici e ambientali.
Questa precisazione serve anche a evitare il sensazionalismo. Se chiunque rifiuti un alimento ultraprocessato viene definito ortoressico, il termine perde significato e chi presenta realmente una condizione grave avrà ancora più facilità a liquidare il problema come un’invenzione. È lo stesso rischio che si corre quando una forte passione per l’allenamento viene automaticamente chiamata vigoressia.
Un interesse sano conserva sempre una quota di proporzionalità. Il cibo è importante, ma non diventa l’unico determinante della salute; le regole sono orientative, non inviolabili; una scelta diversa non distrugge l’autostima; la convivialità rimane possibile. Una persona può perfino preferire un alimento meno gradevole perché lo considera più adatto ai propri obiettivi senza che questo sia patologico. Diventa preoccupante quando la scelta non è più realmente una scelta. L’attenzione per la salute è compatibile con la libertà; l’ossessione riduce progressivamente quella libertà fino a far ruotare attorno al cibo una parte crescente dell’esistenza.
Fonte di approfondimento
Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione
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