Ortoressia · Personalità e rigidità
Che rapporto c’è tra ortoressia, perfezionismo, bisogno di controllo e rigidità mentale?
L’ortoressia non può essere spiegata con un’unica causa, ma alcuni tratti ricorrono frequentemente nelle descrizioni cliniche e negli studi riportati: perfezionismo, bisogno di controllo, attenzione eccessiva ai dettagli e difficoltà ad adattarsi a situazioni impreviste. Questi elementi non significano automaticamente presenza di un disturbo, ma possono costituire un terreno favorevole quando vengono applicati in modo rigido all’alimentazione.
Il cibo offre infatti un campo ideale per esercitare controllo. È presente più volte al giorno, richiede decisioni continue e può essere classificato attraverso regole apparentemente molto precise. Stabilire cosa è ammesso e cosa no, programmare ogni pasto, scegliere solo determinati prodotti può dare una sensazione immediata di ordine. In periodi di insicurezza o disagio, questa organizzazione può apparire rassicurante perché crea l’illusione di poter governare almeno una parte della propria vita.
Il problema compare quando il controllo non è più adattabile. Una persona flessibile modifica il piano se cambiano le circostanze; una persona intrappolata nella rigidità vive l’imprevisto come una minaccia. Il ristorante, il viaggio, la cena con amici o un ingrediente non previsto diventano situazioni emotivamente difficili. Più il sistema di regole cresce, più diventa necessario difenderlo, perché mettere in discussione una singola convinzione può essere percepito come mettere in discussione l’intera costruzione.
Anche il perfezionismo interviene in modo importante. Non basta mangiare bene: bisogna farlo nel modo più corretto possibile. Un alimento può essere accettabile oggi e diventare insufficiente domani, perché emerge una nuova informazione che suggerisce un ulteriore livello di purezza. In questo modo la meta si sposta continuamente e non esiste un punto in cui ci si possa realmente considerare arrivati.
Questa struttura spiega anche perché il semplice confronto razionale con dati scientifici non sia sempre sufficiente. Se la regola alimentare ha una funzione emotiva, correggere soltanto l’informazione non risolve il bisogno che quella regola soddisfa. Per questo il trattamento richiede un lavoro multidisciplinare: bisogna recuperare varietà e adeguatezza nutrizionale, ma anche capacità di tollerare l’incertezza, modificare le distorsioni cognitive e costruire un rapporto meno dipendente dal controllo assoluto.
Fonte di approfondimento
Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione
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