Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

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Che cosa emerge dallo studio condotto su 2.000 appassionati di fitness riguardo all’ortoressia?

Lo studio ha analizzato duemila persone accomunate da un interesse per il fitness, provenienti da differenti città italiane e con caratteristiche eterogenee per sesso, età, attività praticata e stile alimentare. L’obiettivo era valutare quanto frequentemente comparissero comportamenti compatibili con ortoressia e verificare se questi variassero in funzione dell’allenamento, della dieta e della possibile presenza di vigoressia.

Utilizzando ORTO-15 con il cut-off scelto dagli autori, nel campione complessivo risultava una presenza di sintomi ortoressici pari al 52,2%. Le donne mostravano valori superiori agli uomini. La fascia sotto i vent’anni presentava percentuali molto elevate, mentre si osservava una riduzione tra 41 e 50 anni e una nuova crescita negli over 50. Questi numeri non devono essere letti come diagnosi cliniche certe, perché lo stesso ORTO-15 è discusso per la possibilità di sovrastimare i casi.

Interessanti sono soprattutto le differenze interne al campione. Tra i regimi alimentari dichiarati, paleo e dieta iperproteica mostravano percentuali elevate di sintomi, mentre nel gruppo vegano/vegetariano i valori non risultavano superiori agli onnivori. Nell’analisi per attività praticata, il gruppo forza/ipertrofia mostrava una presenza maggiore rispetto ad alcune altre discipline. Chi si allenava sei o sette giorni su sette raggiungeva valori intorno al 70%.

Il dato forse più significativo emergeva dal confronto con la probabile vigoressia: tra i soggetti classificati come probabilmente vigoressici, la presenza di sintomi ortoressici risultava molto più elevata rispetto ai probabilmente non vigoressici. Questa sovrapposizione sostiene l’idea che controllo esasperato del corpo, allenamento compulsivo e rigidità alimentare possano appartenere a una stessa area comportamentale.

Lo studio non autorizza a trasformare ogni percentuale in una stima della prevalenza clinica nazionale. Serve invece a mostrare che il settore del fitness merita attenzione preventiva e che alcune combinazioni di comportamenti sono più suggestive di altre. La forza del dato non sta nel dichiarare che “metà dei frequentatori di palestra è malata”, conclusione impropria, ma nel segnalare una concentrazione significativa di atteggiamenti che possono giustificare maggiore educazione, capacità di riconoscimento precoce e collaborazione tra professionisti.

Copertina di Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione

Fonte di approfondimento

Ortoressia: quando il cibo diventa ossessione

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